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Una sfida speciale, diversa da tutte le altre. Il derby a Milano è la partita dell'anno, ci sono in palio tre punti pesantissimi nella corsa alla Champions League. Sarà la stracittadina numero 170 della storia in Serie A. Marek Jankulovski ne ha giocati tanti con la maglia del Milan, combattendo al fianco di Gattuso e Maldini. Adesso fa il direttore sportivo al Banik Ostrava, squadra ceca, ma segue sempre con affetto le vicende rossonere. In una intervista concessa alla nostra redazione, racconta anche alcuni retroscena interessanti sul rapporto con i suoi ex compagni.

Jankulovski, da osservatore esterno, che impressione le sta facendo il Milan del suo amico Gattuso? Segue spesso i rossoneri?
'E' normale per me seguire sempre il Milan, è una parte del mio cuore. Ora sono direttore sportivo del Banik Ostrava e a volte non riesco a seguirla se giocano entrambe di domenica. Sono molto contento per Rino, la sua squadra sta dimostrando grande entusiasmo nella rincorsa alla Champions League, ormai è un obiettivo conclamato. E' una squadra di grande valore, con qualità in tutti i reparti. Mi auguro di vedere un derby da sogno domenica prossima, con gol ed emozioni. Con l'arrivo di un grande bomber come Piatek nulla è precluso'.

Per lei Piatek assomiglia più a Inzaghi o a Shevchenko?
'E' molto difficile fare paragoni, è solo all'inizio della sua carriera. Certo, non è una cosa normale arrivare in Italia e fare tutti questi gol.  I miei amici Sheva e Pippo erano attaccanti straordinari, solo avvicinarsi a loro vuol dire essere un top. Dentro l'area ha qualcosa di Inzaghi, per la capacità di farsi trovare sempre dove andrà a cadere il pallone. Per coordinazione e tiro da fuori ricorda anche Shevchenko, diciamo un mix tra i due. Adesso però bisogna dargli tempo, non pretendere tanto da lui perché per scrivere la storia del club ci vuole tempo. Dovrà confermarsi negli anni, ma il Milan con lui ha fatto davvero un grandissimo colpo e penso che sarà l'attaccante del futuro'.

Con Gattuso ha condiviso gioie e delusioni. Se lo sarebbe mai aspettato allenatore  su una panchina importante come quella del Milan?
'Sul campo trasmetteva entusiasmo e spesso era un esempio anche per i compagni. Ha un carattere forte e deciso, non può vivere senza calcio. Io credo abbia avuto la capacità e l'umiltà di fare il giusto percorso: non ha avuto paura di rimettersi in gioco all'estero, ha accettato un incarico con la Primavera e adesso sta raccogliendo quanto seminato con fatica e passione. E' un tecnico capace ed è voluto bene dai suoi giocatori, le assicuro che non è una cosa scontata. E non sono d'accordo con chi lo critica, il Milan ha un bel gioco'.

Ci sta dicendo che merita la conferma anche in vista della prossima stagione?
'Un allenatore che fa punti e che ha dato una sua impronta alla squadra, merita la conferma. Io sarei contentissimo se dovesse rimanere a lungo con il Milan, farebbe parte di un progetto importante. Può anche capitare di non arrivare in Champions, ma mi è molto difficile pensare a un Milan senza Gattuso'.

Cosa significa, per un giocatore, il derby di Milano? Quale, tra i tanti disputati, ricorda con maggiore affetto?
'Per me voleva dire tutto, davvero. Una città che si divide in due, l'attesa che si respira durante tutta la settimana. Nei bar, per strada, a Milanello. Io ne ho giocati tanti, a volte siamo riusciti a superare l'Inter in quelle che erano sempre delle grandi sfide. Se ne devo indicare uno, quello del settembre 2008: Kakà si inventa una giocata straordinaria, cross per Ronaldinho che di testa la infila in rete. Fantastico'.

A proposito di Kakà, Leonardo ha portato un altro brasiliano al Milan come Paquetà: sono simili secondo lei?
'Per me è diverso da Kakà che era un giocatore unico nel suo genere. Avvicinarsi a Ricky, per me, è quasi impossibile. Devo dire bravo a Leonardo che ha confermato di conoscere molto bene il calcio brasiliano. Lucas mi ha sorpreso per come si è messo subito a disposizione, con qualità e grande conoscenza dal punto di vista tattico. Ha grandi mezzi, specialmente quando ha la palla ma il paragone con Ricky è esagerato per ora'.

Da ex terzino mancino, chi fa cadere dalla torre tra Dalbert e Ricardo Rodriguez?
'Non è la prima volta che lo sottolineo, ma Ricardo mi piace tantissimo per come interpreta il ruolo. E' un giocatore completo, ha tutto'.
 
Pronostico secco: chi vincerà il derby?
'Il Milan gioca in casa ed è favorito, avrà tanto entusiasmo da parte dei tifosi. E' molto difficile fare un pronostico ma credo nella vittoria del Milan, me la auguro. L'Inter ha qualche difficoltà ma conosco bene Spalletti, che ho avuto a Udine, e per me saprà uscire alla grande dalle difficoltà. Come allenatore è super'.

Ha sentito di recente Maldini? Se si, cosa le ha detto rispetto al suo nuovo incarico al Milan?
'Quando Paolo ha preso questo nuovo incarico ho pensato: 'Finalmente!'. Una persona del suo spessore serve al Milan. Sono venuto due volte a Milano negli ultimi mesi e l'ho incontrato in sede. Abbiamo parlato a lungo e ho visto grande entusiasmo e umiltà. Mi ha detto che vuole imparare, che per lui questi sono mesi importanti per una crescita nel ruolo. Anche io lo sto vedendo nella mia prima esperienza da direttore sportivo al Banik Ostrava, ci vuole rispetto per quello che fai. Essere stato un grandissimo campione non vuole dire nulla rispetto a questa nuova dimensione. Devi saperti prendere il tuo tempo, imparare e aggiornarti. Ma ripeto, in lui vedo grande entusiasmo e sono contento perché farà bene in questa nuova veste'.