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Oggi è stato consegnato a Javier Zanetti il Premio Internazionale Giacinto Facchetti – Il bello del calcio, giunto alla sua settima edizione e istituito da La Gazzetta dello Sport per ricordare il grande capitano dell’Inter e della Nazionale, e presidente nerazzurro scomparso il 4 settembre 2006.

La giuria, composta da Gianfelice Facchetti, Gianni Petrucci e Andrea Monti, ha consegnato il premio con la seguente motivazione: “É arrivato all'Inter nel ‘95, ragazzo d'Argentina, e 18 campionati dopo a 39 anni - quasi tre più del suo allenatore - corre e si spende in campo come il primo giorno, integro, tenace, combattivo e senza un capello fuori posto. Nascosto da qualche parte in Pinetina ci deve essere un ritratto di Javier Zanetti che sta invecchiando alla maniera di quello di Dorian Gray.

Nel ‘99 ha indossato la fascia di capitano e non se l’è più tolta. Ha interpretato il ruolo di leader dando esempio di correttezza e generosità, facendo del rispetto la bussola di una carriera straordinaria per qualità di prestazioni e di titoli vinti. Sotto gli occhi di Facchetti è cresciuto come giocatore e come uomo, fino a diventare il nerazzurro dai mille record.

In anni di calcio spesso sguaiato e sopra le righe ha saputo proporsi in campo e fuori con equilibrio di modi e di parole, senza cavalcare scandali e accendere altri pericolosi fuochi. Adorato dagli interisti e stimato dagli avversari, il sempreverde Zanetti esprime davvero ‘il bello del calcio’”.

Javier Zanetti, nato a Buenos Aires il 10 agosto 1973, vanta 815 presenze in nerazzurro con 440 vittorie, 205 pareggi e 170 sconfitte. Ha segnato 21 reti in 21 partite contro 19 squadre diverse. È stato 781 volte titolare, ha giocato 743 partite per intero, con oltre 70.700 minuti in campo e due sole espulsioni.

La premiazione si è svolta in Sala Buzzati, presso la sede de La Gazzetta dello Sport. Erano presenti, accolti dal direttore de La Gazzetta dello Sport Andrea Monti, il presidente del Coni Gianni Petrucci, l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, il membro del Cio Franco Carraro, il presidente della Lazio Claudio Lotito, il presidente del Torino Urbano Cairo, il presidente della lega dilettanti Carlo Tavecchio e l’assessore dello Sport della Regione Lombardia Filippo Grassia, insieme ai familiari di Giacinto Facchetti.

A Javier Zanetti sono stati consegnati una scultura in bronzo di Stefano Pierotti e un assegno di 10 mila euro da destinare in beneficenza che il premiato ha deciso di devolvere alla Fondazione P.U.P.I. (Poe Un Piberìo Integrado), onlus creata dai coniugi Zanetti per aiutare l’infanzia svantaggiata in Argentina.

Nella prima edizione, nel 2006, il riconoscimento andò a Julio Gonzalez, giocatore paraguaiano del Vicenza, che ha continuato a giocare nonostante l’amputazione di un braccio in seguito a un incidente stradale. Il 2007 è stato l’anno di Younes Mahmoud Khalef, capitano della nazionale irachena vincitrice della coppa d’Asia. Paolo Maldini, capitano del Milan, ha vinto l’edizione 2008. Nel 2009 il premio Facchetti è stato assegnato a Cesare Prandelli, allenatore della Fiorentina, mentre nel 2010 a Gianfranco Zola e nel 2011 a Michel Platini.