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Soffermarsi sull'enormità della cifra per non guardare la stranezza delle formule. È un complicato marchingegno finanziario quello su cui si basa il trasferimento del giovane trequartista João Félix dal Benfica all'Atletico Madrid. Che porta a realizzare una delle transazioni più clamorose dell'estate, visto il valore attribuito sulla fiducia a un calciatore che ancora moltissimo ha da dimostrare. Ma che soprattutto presenta delle zone d'ombra sulle quali sarebbe urgente fare chiarezza da parte di Fifa e Uefa. Di sicuro c'è che questo dossier di mercato s'appresta a avere una coda giudiziaria: il Benfica è pronto a querelare l'ex eurodeputata portoghese Ana Gomes, che in un commento su Twitter non ha risparmiato d'ipotizzare una manovra di riciclaggio. Ma proviamo a mettere insieme gli elementi più importanti della vicenda.

LA PROPAGANDA– Classe 1999, nativo di Viseu, João Félix è stato protagonista di un ottimo girone di ritorno nella Liga portoghese e ha vinto il campionato con la maglia del Benfica. Intorno a questo exploit si è scatenata sui media portoghesi una campagna propagandistica dai toni imbarazzanti, come sovente succede per i calciatori gestiti dalla Gestifute di Jorge Mendes.  La stampa portoghese si presta senza alcun rossore, e ecco che un buon calciatore viene trasformato in fenomeno. Era successo durante la stagione 2015-16 con un altro giovane centrocampista del Benfica, Renato Sanches. Tre anni dopo, il fenomeno Renato Sanches staziona in un limbo d'irrilevanza. Ciò non significa che João Félix sia automaticamente condannato alla medesima sorte. Ma si deve mettere a nudo il metodo usato per costruire un'aura da fenomeno intorno a giovani calciatori di ottime speranze ma ancora da testare ai massimi livelli. Resta il fatto che il Benfica fissi per il suo giovane talento una clausola rescissoria da 120 milioni di euro. E che trovi un club disposto a pagarne addirittura 126. Ma di questo si parlerà fra poco.

L'OSSESSIONE DI MENDES – Metti insieme le parole “propaganda” e “Jorge Mendes”, e ti chiedi dove sia la linea di confine. Se c'è di mezzo il boss di Gestifute, il racconto enfatico e il sottofondo di fanfara sono di default. Ma in questa occasione c'è qualcosa di più. C'è l'ansia di Mendes d'essere parte di un trasferimento da oltre 100 milioni di euro. Ciò che proprio non gli era mai riuscito fare in carriera, con l'eccezione dell'affare che la scorsa estate portò Cristiano Ronaldo dal Real Madrid alla Juventus. E il fatto che per abbattere quel muro avesse dovuto calare l'asso migliore dice quanto difficili siano stati gli anni recenti per Mendes, intanto che Raiola oltrepassava quella soglia col trasferimento di Pogba da Juventus a Manchester United, e Pini Zahavi pilotava l'affare monstre da 222 milioni di euro che portava Neymar dal Barcellona al Paris Saint Germain. Per dare un segno di riscossa, Mendes aveva bisogno proprio di una transazione come quella di João Félix: un giovane che ancora deve dimostrare tutto, ma già ceduto per 126 milioni di euro. Il tutto grazie all'azione di due club pienamente organici al suo sistema di potere. Da una parte il Benfica, che da anni è il più mendesiano fra i tre grandi club portoghesi. Dall'altra l'Atletico Madrid, che è tornato alla strettissima osservanza dei desiderata di Gestifute dopo un breve periodo in cui pareva il legame si fosse indebolito. E adesso il signor JM può festeggiare il trionfo personale, ché tanto pagano altri. Già, ma chi?

QUEL PAGAMENTO... – Ecco l'interrogativo su cui bisognerebbe fare luce con urgenza. Nel comunicato inviato alla Comissão do Mercado de Valores Mobiliarios, il Benfica esplicita tutti i dettagli della transazione che porta João Félix all'Atletico Madrid. Viene precisato che, aggiungendo i “costi finanziari associati”, la cifra ascende da 120 a 126 milioni di euro, e che vengono pagati 12 milioni di euro in commissioni (a Jorge Mendes, va da sé). Ma la parte più curiosa è un'altra. Il comunicato dice che il Benfica riceve immediatamente un valore di 120 milioni di euro. Però l'Atletico Madrid paga 30 milioni nell'immediato. Quanto ai restanti 96 milioni, il Benfica aziona un'operazione di “desconto sem recurso”. Cioè, si fa scontare da un'istituzione finanziaria l'ammontare rimanente che l'Atletico deve garantire. E i 6 milioni di euro supplementari vengono a essere una commissione che l'ente finanziatore percepisce per l'operazione. E qui si apre lo spazio per gli interrogativi. Qual è il soggetto finanziario che sta sostenendo l'operazione? Chi lo controlla? E qualora l'Atletico Madrid non dovesse onorare parte del debito, questo soggetto entrerà mica in possesso di parte dei diritti economici su João Félix? In attesa di risposte, ci torna in mente un soggetto finanziario che a suo tempo emerse grazie alle carte di Football Leaks, e del quale Calciomercato.com è stato fra i pochi a parlare in Italia. Si chiama XXIII Capital, e dopo un breve periodo di notorietà è tornato a inabissarsi. Molto probabile che non c'entri col trasferimento di João Félix all'Atletico Madrid. Ma l'atmosfera da capitalismo turbo-finanziario è la medesima.

LAVANDERIA? – Nel bel mezzo di tutto ciò arriva l'entrata a piedi uniti dell'ex eurodeputata socialista Ana Gomes. Che nel corso degli ultimi mesi è diventata la principale sostenitrice di Rui Pinto, l'hacker di Football Leaks che sta scontando un lungo e immotivato periodo di carcerazione preventiva in Portogallo. Sollecitata da un giornalista del settimanale Sabado a dire la sua sul trasferimento di João Félix, Gomes risponde con un interrogativo: “Não será negócio de lavandaria?”. Tradotto: sarà mica un affare di riciclaggio? Di sicuro non l'ha toccata piano. Il Benfica ha già annunciato querela. Da qualunque parte lo si guardi, il dossier sul trasferimento di João Félix è ancora tutto da sviluppare.

@pippoevai