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E’ già partito per il Brasile per preparare l’avventura Mondiale. Poche ore dopo la fine del campionato Juan ha voltato pagina. Il difensore brasiliano non ha ancora smaltito la delusione per aver visto svanire il sogno scudetto, ma è pronto a ripartire per una nuova sfida all’Inter. La sua è stata una grande stagione. È stato uno dei migliori difensori del campionato, ha trovato quella continuità che negli anni passati non aveva avuto a casa degli infortuni. Oggi è un punto di riferimento irrinunciabile per Ranieri e dopo il Mondiale vuole riprovare a vincere con la Roma, come ci racconta in questa intervista esclusiva. Juan, cosa le ha lasciato il campionato appena concluso? «Sensazioni contrapposte. Amarezza e or­goglio. Un dispiacere enorme di non esse­re riuscito a vincere, anche se abbiamo fat­to tutto il possibile. E’ andata così. Certo conquistare 80 punti e non vincere è dura. Ma c’è anche la consapevolezza di aver di­mostrato il nostro valore, insidiando una squadra più forte di noi». La Roma può migliorarsi per superare l’Inter? « Questa squadra può diventare ancora più forte, il prossimo anno dobbiamo ripar­tire da quello che abbiamo fatto fino a do­menica, mantenere questo livello, comin­ciare meglio la stagione rispetto a quest’an­no, con più fiducia e più voglia. Non è faci­le, ma dobbiamo crescere ancora. Una co­sa è sicura: l’Inter dovrà vedersela ancora con la Roma, noi ci proveremo fino alla fi­ne, dando il massimo». Con Ranieri si è trovato bene. «Ha fatto un grande lavoro. Quando è ar­rivato avevamo zero punti dopo due parti­te, moralmente eravamo giù, sembravamo una squadra finita. Lui ha saputo risolle­varla, ha fatto grandi risultati, fino a spera­re nello scudetto. Mi ha dato fiducia e que­sto per un giocatore è molto importante. Ho cercato di dargli una mano, ripagando la sua fiducia sul campo». Simplicio sarà il primo rinforzo. «L’ho affrontato da avversario in Italia, è un grande giocatore, conosce benissimo il campionato italiano, ha voglia di fare bene in una piazza importante come Roma. Sicu­ramente ci darà una mano».