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  • Juric e Oddo: primi della classe in B, rimandati in Serie A

    Juric e Oddo: primi della classe in B, rimandati in Serie A

    • Angelo Taglieri
    Nella bagarre della B, dove ogni trasferta è una battaglia da affrontare con il coltello tra i denti, la forza delle idee spesso fa la differenza. E la stagione scorsa ce lo ha insegnato: Crotone e Pescara, lontane anni luce dai favori del pronostico, hanno saputo stupire. Alle spalle di un Cagliari che è stato portato in Serie A con la regolarità di Massimo Rastelli, ci sono state queste due cenerentole sorprendenti, mosse dalla freschezza di due tecnici giovani, alla prima stagione da protagonisti assoluti in Serie B. Sì, perché Ivan Juric prima di approdare in Calabria aveva guidato il Mantova, mentre Massimo Oddo si era seduto sulla panchina abruzzese per l'ultima di campionato e per i playoff, con una Serie A che si è stampata sulla traversa al Dall'Ara di Melchiorri. 

    CALCIO OFFENSIVO - Crotone e Pescara, Juric e Oddo: volare sulle ali dell'entusiasmo per una stagione salvo poi bruciarsi all'appuntamento che conta. Oddo rimane nella sua terra, nella sua città, a Pescara, e non inizia male: col 4-3-2-1, suo marchio di fabbrica, mette paura al Napoli (pareggio alla prima di campionato), vince a tavolino con il Sassuolo. Poi solo pareggi e sconfitte, con prestazioni però convincenti. Juric invece lascia Crotone e va a Genoa, a prendere l'eredità del suo maestro, quel Gasperini finito all'Atalanta. Cammino convincente con il suo 3-4-3, che sa di Europa e fa male alla Juventus, vincendo 3-1 a Marassi contro la banda di Allegri. Poi, da quel 27 novembre, non è più arrivata una vittoria. 

    RIMANDATI - Primi della classe in Serie B: pronti, brillanti, sicuri di sé e mai impreparati. La A però non perdona e non guarda in faccia a nessuno. Essere i migliori al liceo non basta per fare carriera. Pescara saluta uno dei suoi figli prediletti dopo il 5-3 contro il Torino, Genoa il suo figlio adottivo dopo il 5-0 proprio contro il nuovo corso abruzzese targato Zdenek Zeman. Promossi in B, rimandati in A. Non bocciati, ma rimandati: fedeli al loro credo, non faranno fatica a trovare una nuova panchina dove mettere in pratica le proprie idee. E la loro forza. 

    @AngeTaglieri88

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