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Questa volta non sarò l’unico ad averlo detto. Di quell’infinito romanzo che è Inter-Juventus molti, prima di me, si sono espressi ed è stato un unico pronostico: vinceranno i nerazzurri condannando la squadra di Pirlo ad un inseguimento disperato. Meno sette dall’Inter, meno dieci dal Milan che quasi certamente sbancherà Cagliari. Condividere il pronostico del derby d’Italia con il direttore di calciomercato.com, Stefano Agresti, o con i quotisti delle scommesse, non rende meno impegnativo il mio compito. Però conferma che non deliro.

La Juve arriva da tre vittorie consecutive, fatto che non le era mai accaduto in questa stagione. Tuttavia si presenta a Milano senza trequarti della difesa titolare (Cuadrado, Alex Sandro e de Ligt che sarebbe stato utilissimo contro Lukaku), senza Dybala e con Chiesa e McKennie acciaccati. Chiaro che in rapporto all’Inter perda in forza, attenzione e alternative. Pirlo potrebbe schierare Chiellini accanto a Bonucci, ma il capitano finora non ha mai giocato una partita intera ed è a perenne rischio infortunio. Demiral, unico cambio possibile, è ancora in ritardo di condizione e nelle precedenti uscite non ha convinto.
 

Se, dunque, un reparto come la difesa è già vulnerabile di suo, senza contare che è poco protetto, si può capire perché l’Inter parta almeno con un gol di vantaggio. Lukaku e Lautaro hanno qualità e ispirazione, con la loro forza e velocità possono mettere in difficoltà chiunque.

Ma, oltre a questa considerazione, ve ne è un’altra quasi decisiva se si osserva lo scacchiere tattico della sfida. A destra del fronte offensivo dell’Inter agirà Hakimi che incrocerà sistematicamente l’acerbo Frabotta. Non è difficile prevedere come finirà. Hakimi vincerà il duello e creerà situazioni dalle quali potranno nascere cross o conclusioni vincenti. E’ per questa lapalissiana ragione che Pirlo potrebbe schierare Chiesa a sinistra. Da una parte assorbirebbe meglio, con rientri e raddoppi, le incursioni di Hakimi. Dall’altra, attaccandolo con le sgroppate senza riserve dell’ex viola, lo costringerebbe sulla difensiva, attività nella quale l’interista non eccelle.

Dall’altra parte se la vedrebbero Ramsey e Young. Il gallese, però, non è un esterno, né lo sa fare. Parte defilato, ma va ad inserirsi dietro le punte dove dialoga con proprietà anche se non con giusta continuità.
Davanti Ronaldo e Morata se la vedranno con Skriniar, de Vrij e Bastoni. Conte non vuole e non ama il confronto a sistema puro (uno contro uno), così ha stabilito che alle marcature segua una copertura. Però l’Inter continua a subire troppi gol e non mi pare possibile che questa sera la sua porta resti intoccata.

Deciderà, dunque, chi ha l’abitudine e l’attitudine a segnare di più. L’Inter è avvantaggiata e, secondo me, non perderà l’occasione per invertire la tendenza degli ultimi anni. Le risorse, in questo senso, non vengono solo dall’attacco, ma anche dal centrocampo con Barella, Brozovic e Vidal, che hanno nella testa, prima che nei piedi, la propensione agli inserimenti. Bentancur e Rabiot, oltre ad essere più lenti, non segnano quasi mai.

Mi aspetto una partita aperta e avvincente, con l’Inter pronta ad assumersene sia la responsabilità che la paternità. Del resto se vuole tenere il passo del Milan e, prima o poi, accorciare in classifica, l’Inter non può che vincere. E io penso che lo farà.