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Un serata deludente. L’ennesima, in queste ultime settimane, per Matthijs De Ligt. In difficoltà, a tratti quasi goffo, nella partita poi vinta, in rimonta, dalla sua Olanda contro la Germania. Ma le incertezze del centrale della Juve hanno messo a serio rischio tre punti vitali per gli Orange.

INCERTO - Difeso da Koeman alla vigilia (“E’ uno dei più forti al mondo, dategli tempo”), il classe ’99 è stato schierato contro la Germania dal 1’ minuto, al fianco di van Dijk. Una partita decisiva per gli olandesi: serviva una vittoria per rientrare in corsa nelle qualificazioni ad Euro 2020. Dopo solo 9 minuti di gioco primo buco difensivo per l’Olanda: Klostermann conclude da solo al centro dell’area di rigore, facile poi il tap-in di Gnabry. Gli Orange rimontano e si portano sul 2-1 ma proprio in quel momento De Ligt, con un goffo - seppur sfortunato - tocco di mano, regala un rigore (finanche dubbio) alla Germania, che Kroos trasforma. 2-2 e tutto da rifare. Ci pensano Malen e Wijnaldum a riportare con due fiammate offensive gli ospiti avanti, ma è ancora il difensore della Juve a rischiare di rovinare tutto perdendosi, senza essere punito, anche Gnabry allo scadere.

IMPATTO NEGATIVO - Lento, imbolsito, goffo, spesso insicuro: questo De Ligt è un parente lontano di quello ammirato fino a pochi mesi fa con l’Ajax. Non è facile cambiare realtà e ambientarsi subito, ma il suo impatto con l’universo Juve è stato a dir poco difficile. Lo sbarco a Torino di inizio luglio, tra sorrisi e attestati di stima, è un ricordo che va affievolendosi in una nube di grigia inquietudine. Arrivato in un’operazione da 85,5 milioni di euro complessivi, l’olandese ad oggi non sta rispettando le alte aspettative che la Juve ha riposto su di lui. In panchina con il Parma, in campo forzatamente con il Napoli, a causa dell’infortunio di Chiellini, è stato protagonista in negativo anche con gli azzurri: da due sue clamorose amnesie nascono altrettante reti dei partenopei. Juve e Olanda, nonostante i suoi errori, hanno comunque portato a casa la vittoria. Siamo solo all'inizio della stagione ma, senza Chiellini e con la Champions alle porte, Sarri non ha molto tempo per aspettarlo: ha bisogno che Matthijs torni ad essere il “vero” De Ligt.