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"Non si inizia mai l'anno in scadenza? Non si sa mai.... Ci incontreremo con la società e parleremo. Se confermo di restare come Ronaldo? Sì, ma non abbiamo ancora parlato. Il contratto non c'entra, dobbiamo parlare di programmi futuri": parole e musica di Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, tra la conferenza stampa pre Fiorentina e il post della vittoria dello scudetto. Parole che possono fare stare tranquilli i tifosi bianconeri, almeno coloro che lo vogliono ancora sulla panchina della Vecchia Signora, ma non troppo: già, perché nel solco della sapiente tradizione retorica toscana, il livornese è abile nel rigirare i vari interlocutori nel modo più utile possibile, una battuta, un pensiero serio e un messaggio alla società, il tutto chiaramente pronunciato con il sorriso sulle labbra. Il futuro di Allegri alla Juve è meno sicuro di quello che si può intendere dalle mere dichiarazioni.

LE CONDIZIONI DI MAX E IL MERCATO CONDIVISO - Secondo quanto appreso da Calciomercato.com infatti, l'allenatore avrebbe postulato la propria permanenza a Torino a poche ma fondamentali condizioni: sa di essere ormai giunto al termine di un ciclo per alcuni interpreti e pretende "aria fresca", rinforzi giovani di gamba e di testa che possano essere alternati e cresciuti dai senatori dello spogliatoio. Inoltre, nel confronto con la società dovrà trasparire la fiducia reciproca nell'intraprendere una stagione che, per forza di cose, dovrà basarsi nuovamente e quasi esclusivamente sulla conquista della Champions League, visto che il nono scudetto consecutivo non sarebbe accolto da grandi ovazioni, come accaduto quest'anno. Dunque, anche impostare la stagione per arrivare al meglio in primavera nelle partite decisive della fase a eliminazione della massima competizione europea, senza infortuni eccessivamente penalizzanti, come avvenuto nella stagione corrente, e magari lasciando anche qualche punto in Serie A. Patti chiari e amicizia lunga.

IL RINNOVO E IL PRECEDENTE MILAN - L'ultimo e definitivo tassello da completare è forse anche quello più importante: Allegri è in scadenza con la Juventus nel giugno del 2020 e intraprendere una nuova e importante stagione con l'accordo che va a terminare non è né auspicabile né consigliabile, nonostante le parole del tecnico. O almeno, non lo è di solito, e non lo è per Allegri: nella stagione 2013/2014, quando il livornese iniziò con il Milan l'anno seguente lo scudetto perso contro la Juve di Conte, nonostante le rassicurazioni sue e del presidente Berlusconi, finì nel modo peggiore, venendo esonerato a gennaio dopo la partita contro il Sassuolo, con la squadra rossonera a serio rischio Champions. Da giorni si parla di un possibile accordo per il rinnovo con la Juve per altri due anni, in seguito alla firma di un biennale da 8 milioni netti a stagione: questo sarà il nodo da sciogliere con maggior urgenza, risolvendo il contenzioso per non rischiare, ripetendo gli errori compiuti nel passato, e per pensare al futuro.

@AleDigio89