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Buffon, Ramsey, Rabiot a zero più oneri accessori. Demiral a 18 milioni. Pellegrini a 22,5 milioni. Romero a 26 milioni, anche se resterà in prestito al Genoa. E ora De Ligt, in arrivo per circa 80 milioni tutto compreso. Considerando che per il momento la Juve ha salutato Barzagli e Caceres senza ottenere un euro, ma che le ultime cessioni in ordine di tempo (Orsolini, Rogerio, Spinazzola) hanno fruttato complessivamente oltre 50 milioni, resta già un importante disavanzo tra entrate e uscite, prima e dopo la data x del 30 giugno. La Juve, poi, non si ferma di certo qui: si insegue almeno un altro esterno di fascia, si sogna ancora un grande colpo a centrocampo (si allontana Pogba, si valutano sotto traccia Isco ed Eriksen), si lavora in attacco sia per Icardi che per Chiesa. Quanto basta per capire che si stanno mettendo in preventivo acquisti per un altro centinaio di milioni, euro più, euro meno. Come finanziarle? Con altre cessioni, alla fine i conti devono tornare. Ma quante? E quali?

CHI PARTE -  La rosa della Juve ora è affollatissima, in ogni reparto bisognerà vendere, non soltanto per poter acquistare ancora, il lavoro di Fabio Paratici e Pavel Nedved ruota tutto attorno all'equilibrio tra acquisti e cessioni. Resta Joao Cancelo il primo big in partenza, la trattativa con il Manchester City prosegue nonostante l'intoppo Danilo, anche Bayern e Barcellona si stanno interessando: dal portoghese la Juve spera di ricavare tra i 55 e i 60 milioni. Non basta. A centrocampo oltre a Sami Khedira (in direzione Turchia) partirà anche Blaise Matuidi (Psg o United), si libererà grande spazio a bilancio ma dalle cessioni non si otterrà molto. Davanti la Juve punta a vendere Higuain, non sarà facile, poi ancora Moise Kean (rifiutati 30 milioni dall'Everton) e infine Mario Mandzukic. In porta pure Mattia Perin potrebbe generare plusvalenze. Tutto questo però potrebbe ancora non bastare: per un altro grande colpo, potrebbe servire un'altra grande cessione. Indiziato numero uno: Paulo Dybala. Ammesso che la Juve voglia o possa davvero continuare a fare la voce grossa sul mercato. Che già ora sembra incoronarla regina, almeno in Italia.