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E ora Federico Bernardeschi si gioca tutto. Magari non tutto in Coppa Italia, ma in questi mesi sì. Perché dopo due anni e mezzo di Juve è ancora incastrato nel limbo del talento di belle speranze che però non è né carne né pesce. A livello di rendimento, ma anche come posizione in campo: come causa o conseguenza, forse solo lui può dirlo. È un esterno d'attacco? Forse, ma la Juve di Maurizio Sarri non ne ha bisogno, al contrario di una Nazionale dove Bernardeschi si è espresso quasi sempre ad alti livelli. È un trequartista? Non proprio, con spirito di sacrificio ha saputo giocare a lungo lì venendo esaltato per il suo lavoro sporco, troppo poco considerando investimento e zona del campo: lì bisognerebbe fare la differenza, lì per Sarri è una quarta scelta dietro Paulo Dybala e Aaron Ramsey, ma anche Douglas Costa. È una mezzala? Non ancora, lo potrà diventare come da anni sosteneva Max Allegri e come ora crede anche Sarri. Alla Continassa sta lavorando in questa posizione, contro l'Udinese forse arriverà un test importante. Che sia ultima chances o punto di ripartenza, lo si vedrà col tempo.

IL FUTURO – Intanto il futuro sembra già scritto, un'occasione sprecata dopo l'altra Bernardeschi ha ormai esaurito il credito (ed era immenso) in casa Juve. Ci vorranno sei mesi super, oppure la cessione sarà inevitabile. Con un problema mica da ridere, considerando una situazione che lo sta vedendo uscire dalle rotazioni con relativa svalutazione temuta e pericolosa. La Nazionale soprattutto dopo l'infortunio non dovrebbe essere in discussione, certo che sei mesi in panchina potrebbe influire e non poco. Così anche a gennaio Bernardeschi si è guardato attorno, come ha fatto la stessa Juve, in presenza della giusta offerta sarebbe potuto partire e potrebbe ancora farlo, ma la giusta offerta per ora non c'è.