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E’ un problema. Non lo scopriamo ora, ma non c’è partita (dall’inizio o in corso) che purtroppo non lo confermi: Bernardeschi si perde sempre più. Martedì sera, l’ennesima conferma. Sempre lo stesso film, la stessa interpretazione. Cambiano le partite e l’assetto tattico della squadra, ma lui no. S’impegna, scalpita, corre, rincorre, quasi sempre a vuoto. Perde palloni banali, s’infila in cunicoli con due o tre avversari che regolarmente lo bloccano, effettua passaggi troppo presto o troppo tardi, quasi mai al momento giusto. E il risultato è impietoso. Sì, Bernardeschi - lo diciamo con molto rispetto - non fa nemmeno rabbia: fa pena.

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