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A volte basta poco per cambiare l'esito di una stagione, o di un'intera avventura. A volte ci vuole un po' di più, e lo sta dimostrando ad esempio Christian Eriksen all'Inter che dopo vari e ripetuti tentativi, dopo le prima poche e poi più consistenti chance sta trovando la sua dimensione agli ordini di Antonio Conte. A volte basta poco, ma per Federico Bernardeschi alla Juventus non sembra ancora essere arrivata quella svolta tanto attesa nonostante le occasioni nell'ultimo periodo siano arrivate e con un'insolita costanza. 
 
 


28 CHANCES - La stagione della Juventus si è mostrata più che complicata e la gestione dell'organico a disposizione di Andrea Pirlo non ha praticamente mai dato all'allenatore bresciano l'occasione di schierare con una certa regolarità un ipotetico 11 ideale. Un dato negativo che però ha dato a Pirlo la possibilità di sperimentare e di mettere alla prova anche quei giocatori che poco o mai avrebbero visto il campo in condizioni di normalità. Sono queste le chance che Bernardeschi non ha saputo sfruttare, 9 da titolare fra Campionato, Coppa Italia e Champions League per un totale di 28 spezzoni di gare stagionali. 
MAI NEL SUO RUOLO, MAI DECISIVO - Sono state delle vere chances? La risposta è sì, sebbene Bernardeschi non sia mai stato impiegato nel suo vero ruolo, quello da esterno alto di destra ricoperto anche in Nazionale con Mancini. L'ex Fiorentina è stato utilizzato da Pirlo come un jolly: prima da esterno di centrocampo, poi da trequartista, infine come terzino, senza mai brillare, senza mai dare un reale contributo alla causa. I 40 milioni investiti su di lui per strapparlo alla Fiorentina sicuramente pesano sul suo giudizio, ma quella cifra può essere giusta per un giocatore che per tutti gli allenatori bianconeri e in parte anche per la società, non ha un'identità precisa in campo? La risposta probabilmente è no, e a fine stagione, a 1 anno dalla scadenza del suo contratto, la svolta verso un addio potrebbe essere davvero quella giusta per entrambe le parti.