La Juventus cambia i propri piani per la panchina. Prima del mese orribile, che ha portato alla rimonta sfiorata in Champions contro il Real Madrid e al crollo nella corsa scudetto con il pareggio di Crotone e soprattutto il ko nello scontro diretto con il Napoli, il club bianconero era certo della volontà di proseguire ancora con Massimiliano Allegri alla guida del club. Oggi, però, i progetti futuri sia dell'allenatore che della società sono letterlamente a un bivio che non riguarda soltanto la vittoria o meno del titolo.

SE RESTA SARA' RIVOLUZIONE - Le valutazioni finali verranno fatte ovviamente al termine del campionato, ma c'è una certezza per le componenti chiamate in causa: se Allegri resterà per la Juventus prenderà il via una piccola, ma questa volta profonda, rivoluzione. Un taglio netto con il passato per dare sia allo spogliatoio che allo stesso allenatore nuovi stimoli per continuare.
IL CAMBIAMENTO - Di fatto gran parte del lavoro verrà fatto sugli addii. Gigi Buffon si ritirerà e lascerà spazio a Szczesny e all'arrivo di un secondo cresciuto nel vivaio bianconero. Il ruolo di Barzagli verrà ridimensionato a "uomo-spogliatoio" ma anche per lui non è esclusa l'ipotesi di un addio. Asamoah e Lichtsteiner non rinnoveranno il contratto in scadenza e anche Claudio Marchisio ha iniziato ad ascoltare le sirene della MLS. In attacco il candidato numero uno a lasciare è Mario Mandzukic che ha tante richieste in tutta Europa e non vuole più adattarsi a un ruolo costantemente in discussione. Un'autentica rivoluzione a cui si potrà aggiungere l'addio di un top player della rosa. Che sia Alex Sandro o Dybala solo il mercato potrà specificarlo. Con Allegri in panchina, o forse no.