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Il caso Bonucci sta acquistando dimensioni davvero ampie, quasi clamorose. La metamorfosi di questo giocatore, alla soglia dei 34 anni, è inquietante. Eravamo convinti di avere un campione che quasi non si potesse scalfire, cardine della Juve e della Nazionale, invece le sue esibizioni sono diventate letteralmente imbarazzanti. Né serve un gol o un bel lancio in profondità per cambiare il giudizio sulle sue prestazioni: questo è un contributo in più che ha sempre dato e - per quanto riguarda gli assist a lunga gittata - probabilmente contribuirebbe a garantire anche a cinquant’anni. Il problema reale riguarda la fase difensiva. Bonucci è diventato il buco nero della Juve. Un pericolo, una minaccia.

Molte sono le domande senza risposta su Bonucci in questa fase della sua carriera. E’ solo in un (lungo) periodo di crisi? E’ un campione che ha improvvisamente avvertito il peso degli anni e adesso è finito? O addirittura: è mai stato un vero campione? Ce lo chiediamo quasi con timore, perché noi siamo tra coloro che lo hanno ritenuto fondamentale per i trionfi della Juve nell’ultimo decennio e consideravamo naturale che a lui pensasse - ad esempio - il Manchester City di Guardiola. Oggi però il dubbio esiste. Abbandonato da Chiellini, dopo essere stato lasciato da Barzagli, ha evidenziato limiti difensivi che non conoscevamo. Non è che in passato apparisse migliore di ciò che è grazie al lavoro dei vecchi compagni?
In attesa che il campo risponda, ci resta l’idea di un calciatore uscito distrutto dall’esperienza al Milan: pensava di dimostrarsi grande ovunque, è scappato con la coda tra le gambe chiedendo di essere riaccolto dalla Juve. Ma anche in bianconero non è mai tornato se stesso, fino al tracollo di questo avvio di stagione. Il timore riguarda la Nazionale, adesso. E’ il capitano e un punto fermo. Non diventerà anche per Mancini, così come già è per Pirlo, il punto debole?

@steagresti