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Gleison Bremer è pronto all'esordio in Serie A con la Juventus e, dopo la conferenza stampa di presentazione di ieri, ha concesso una lunga intervista a Dazn.

COSA LO HA COLPITO DI PIU' - "Che abbiamo tanti macchinari e tante persone che mi seguono. Mi dà pressione? No, ma sei sempre nelle mani di qualcuno, c'è da fare, con qualcuno che ti guarda". 

INTER - "Voi giornalisti avete parlato di più di questo. Io ho parlato con tante società, magari mi sono avvicinato a un'altra squadra italiana ma non è cambiato tanto. Sapevo di andare via, ma non dove. Sono alla Juve e mi trovo qui". 

CON CHIELLINI - "Mi ha detto di non lasciarmi condizionare. Un giocatore forte può giocare a 3, a 4, anche a 1 (ride, ndr). In ottica nazionale sarà importante, lì giocano a 4 dietro. Se mi ha detto che sarò l'erede? No, non mi ha detto questo. Mi ha parlato e mi ha detto che sono forte: se riesco a fare la metà di quanto fatto alla Juve... ha fatto la storia, se mi avvicino va bene". 
CAMBIO DI PASSO - "Cosa mi chiede Allegri? Di adattarmi al sistema, sono giochi diversi. Ci sono più letture, più stare attento. Non è uomo contro uomo, si lavora più sulla tattica. Giocare a 3? Il calendario è lungo, può essere a tre ogni tanto. E da braccetto sinistro? Sì, posso giocare. Ho sempre giocato terzo a sinistra, non sarà un problema". 

VLAHOVIC - "L'ho annullato? No, abbiamo scherzato ancora. Abbiamo fatto due partite importanti. Si vede in allenamento, è forte, è un bell'attaccante e farà tanti gol con noi. 

POGBA - "Soprannome? Sì, ce l'ho! Mi chiama 'General'!. Bravo ragazzo, sempre felice. Serve nella squadra per vincere". 

TORINO - "Com'è cambiata? Ci sono zone dove non ero mai passato, io sono più di collina e passo per la Continassa, taglio tutta la città. Ogni tanto metto su il navigatore, così non mi perdo"