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La Juve è campione d’inverno dopo una serata bagnata dal pianto dirotto di Zaniolo, l’enfant prodige della Roma che crolla sull’erba dopo una galoppata entusiasmante. Rottura del crociato, una brutta tegola per lui, per la Roma e anche per Mancini, che era in tribuna anche per lui. Partita non bella ma tesa come capita quasi sempre quando sono di fronte le due carissime nemiche.

Fonseca aveva pensato di portare una modifica alle strategie consuete in funzione dell’avversario. Ma le sedute di allenamento l’hanno portato a un ripensamento: niente difesa a tre, Florenzi confermato nel ruolo di esterno basso, fiducia rinnovata a Perotti. Anche Sarri, curiosamente, sceglie la via della stabilità: per la prima volta dall’inizio della stagione giocano gli stessi, cioè la squadra che ha strapazzato il Cagliari. Quando si cerca di decifrare il calcio, non si tiene conto di una realtà elementare. A decidere le partite sono spesso e volentieri gli errori individuali che finiscono per vanificare i buoni propositi costruiti a tavolini. Nei primi dieci minuti la Roma, che pure sembrava messa bene in campo, ha commesso due errori fatali che ha Juve è stata brava a sfruttare. Il primo episodio chiama in causa Kolarov, che si è addormentato lasciando libertà d’azione a Demiral, puntuale nell’intervenire su una punizione tagliata di Dybala. Il secondo errore è stato commesso da Veretout, uno di quelli che non dovrebbe mai perdere palloni sanguinosi, come si usa dire, senza pagarne le conseguenze. Dybala, ancora una volta reattivo, gli ha rubato il pallone ed è stato poi steso dal francese, che non ha trovato di meglio per rimediare. Ronaldo non ha sbagliato il rigore fischiato senza proteste, anche perché il cartellino giallo assegnato a Veretou avrebbe potuto essere di altro colore. 

La Juve si è trovata in carrozza e naturalmente ha gestito con serenità il doppio vantaggio, anche se ha perso Demiral per un infortunio allarmante, mai quanto quello che ha tolto dalla scena Zaniolo, uscito in lacrime dopo una galoppata che aveva esaltato i tifosi. Pellegrini ha avuto l’unica occasione per riaprire i giochi ma la sua conclusione è sul faccione di De Ligt.

Dopo un palo di Dzeko, complessivamente opaco, ci voleva il Var per restituire emozione a una partita dal copione già scritto. Una manina galeotta di Alex Sandro, sfuggita ai più, ha regalato a Perotti, specialista in materia, il rigore dell’1-2. L’Olimpico si è riacceso come per incanto inducendo Sarri a rimescolare le carte. Dybala si è messo una mano davanti alla bocca al momento della sostituzione per spedire un messaggio riservato alla panchina juventina. Higuain, entrato al suo posto, ha infilato il gol del 3-1 ma un fuorigioco millimetrico gli ha impedito di festeggiare. Fonseca ha ritrovato Cristante, assente da due mesi, e alla fine ha giocato anche la carta Kalinic. Ma la Juve non sbaglia due volte.


IL TABELLINO
Roma-Juventus 1-2 (primo tempo 0-2)


Marcatori: 3′ Demiral, 10′ Ronaldo (rig), 22’st′ Perotti (rig.)
Assist: 3’ Dybala
Ammoniti: 9′ Veretout, 12′ Pjanic, 15′ Kolarov, 32′ de Ligt, 46′ Cuadrado

Roma (4-2-3-1): Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Diawara, Veretout (21’st Cristante); Zaniolo (36′pt Under), Pellegrini, Perotti (36’st Kalinic); Dzeko.
All.: Fonseca.

Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Demiral (19′pt de Ligt), Alex Sandro; Rabiot, Pjanic, Matuidi; Ramsey (24′st Danilo); Ronaldo, Dybala (24′st Higuain).
All.: Sarri.

Arbitro: Guida