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La Juventus conquista il suo quinto scudetto di fila, al termine di una rimonta senza precedenti. Di seguito le pagelle dei penta-campioni d'Italia. 

Buffon 10 - E' il suo scudetto. Dal j'accuse di Reggio Emilia, dopo il ko con il Sassuolo ("Indegni"), fino al record di imbattibilità di tutti i tempi in Serie A (973 minuti), passando per una serie di parate da cineteca. Sul quinto titolo consecutivo della Juve c'è la firma del capitano.  


Barzagli 9 - Infinito: ennesima stagione ad altissimo livello per il classe 1981, forse la migliore in assoluto. Ogni anno sembra che non possa ripetersi a certi livelli. E lui, puntualmente, smentisce tutti. Una roccia, pronta al rinnovo a vita. 
   
Bonucci 9 - "Uno dei miei giocatori preferiti". La laurea a Bonucci l'ha data nientemeno che Pep Guardiola. Difensore dai piedi buoni, lo juventino meno amato dagli avversari viaggia ormai su livelli mondiali. E anche i top club europei, in chiave mercato, se ne sono accorti.    

Pogba 9 - Mister 100 milioni ha iniziato male la stagione, accusando il peso della maglia numero 10. Poi la sua classe e il suo strapotere fisico si sono imposti sul gioco della Juve e si sono abbattuti sul campionato, a ritmo di dab-dance.      

Dybala 9 - Devastante e forse, a questo livello, anche imprevisto. L'impatto al suo primo anno in una big è stato positivo oltre ogni aspettativa: tanti gol, spesso decisivi. Le parole di Allegri lo inquadrano: "Un killer del gol. Basta guardarlo negli occhi per capire".   


Marchisio 8,5 - L'inizio e il finale della stagione sono stati contrassegnati dagli infortuni: in mezzo, è stato fondamentale per la consueta costanza, per le sue geometrie e per il suo 'spirito Juve', esempio di impegno indispensabile per i nuovi acquisti, i giovani in particolare.   


Mandzukic 8 - Un attaccante, ma anche un difensore, un gladiatore, una guarda del corpo, una spina nel fianco di qualsiasi squadra avversaria. Sullo scudetto della Juve c'è anche l'impronta del guerriero croato: non ha la classe di Dybala e Morata, ma come lotta!  


Alex Sandro 7,5 - Il miglior crossatore del campionato. Più degli altri ha patito l'avvio in sordina della squadra, e la differenza fra il nostro campionato e quello portoghese. Ma quando ha ingranato la quinta, non lo ha più fermato nessuno. Punto fermo per il futuro.  

Khedira 7,5 - Quando c'è è fra i migliori, anche con gol pesanti. Il problema è che spesso deve pagare dazio agli infortuni. Il suo contributo è comunque importante: nessuno come lui sa abbinare la capacità di recuperare palloni a quella di inserirsi fra le linee avversarie. 

Morata 7,5 - L'uomo delle notti di Champions a inizio stagione non sembrava più lui, complici anche gli acciacchi fisici. Poi, nonostante la spada di damocle della recompra (Marotta dixit), anche Morata ha lasciato il suo segno sullo scudetto: i gol sono pochi, ma tutti importanti.  


Chiellini 7 - Non è stata la stagione migliore della carriera del Chiello, una delle 'vittime' più colpite dai tanti infortuni che hanno caratterizzato la stagione bianconera. Quando è stato in campo, però, il suo apporto è stato sempre all'altezza della situazione.  

Lichtsteiner 7 - Dopo il grande spavento (l'operazione al cuore per sistemare un'aritmia benigna), il pendolino svizzero ha ripreso a macinare chilometri sulla fascia di competenza, con la consueta verve agonistica, abbinata a un carattere indomabile.  

Evra 7 - Anche lui, come Buffon, dopo Reggio Emilia si era fatto sentire: "Dobbiamo rispettare questa maglia". Detto e fatto: la voce di Evra, all'interno dello spogliatoio, ha un peso importante. Così come importante, nonostante i 34 anni, è ancora il suo apporto in campo.    

Zaza 7 - La sua media partite giocate/gol fatti è impressionante. E suo è anche il gol probabilmente più importante del campionato, quello che all'88' batte il Napoli allo Stadium. Se riuscirà a prendere qualche cartellino gratuito in meno, Zaza in futuro farà ancora meglio.  

Cuadrado 7 - L'anarchico Cuadrado, dopo un anno di 'scuola Allegri', ha imparato a mettere le sue scorribande al servizio della squadra. Incursore prezioso, ha una qualità ormai rara nel calcio moderno: la capacità di saltare l'uomo. Lo farà al Chelsea l'anno prossimo?    
 

Lemina 6,5 - La perla del gol realizzato a Bergamo resterà a impreziosire una stagione che, per il classe 1993 francese, deve rappresentare linizio di una grande avventura. Può fare di più, molto di più. 

Sturaro 6,5 - Dopo la prima, positiva, stagione in bianconero, da Sturaro ci si aspettava di più. Il suo campionato non è stato facile: quando è stato chiamato in causa, però, il suo l'ha sempre fatto. Potrebbe fare meglio.  


Padoin 6 - Idolo dei tifosi, il 'Pado' anche quest'anno si porta a casa il suo scudetto. Smaltito lo choc iniziale, con il ko di Roma rimediato giocando come regista titolare, due mesi dopo l'addio di Pirlo, chiude segnando anche un gol, con il Palermo. 

Rugani 6 - A lungo inutilizzato, tanto da essere stato a un passo da chiedere la cessione a gennaio, Rugani si è poi giocato bene le chance avute per dimostrare quello che è: un potenziale titolare, per gli anni a venire, della difesa della Juve.  
 
Caceres 6 - Poche presenze per quella che dovrebbe essere stata l'ultima stagione dell'uruguaiano alla Juventus. Una sufficienza 'honoris causa', anche per via del grave infortunio che l'ha messo fuori causa (rottura del tendine d'Achille).   
 
Hernanes 6 - "Hernanes non è un fenomeno". Nel momento peggiore della stagione della Juve, questa frase di Marotta non ne aveva certo aiutato l'inserimento... Arrivato come trequartista, ma utilizzato davanti alla difesa, il Profeta ha dato comunque il suo apporto alla causa.     

Asamoah 6 - Ha dato qualch segnale di rinascita lo sfortunato ghanese, alla seconda stagione di fila contrassegnata dagli infortuni. Qualche spiraglio di luce da cui ripartite nella prossima stagione. Ancora alla Juve?


Pereyra 5,5 - L'unica nota stonata della stagione. Se nel 2014-15 il suo rendimento era andato anche al di là delle più rosee aspettative, quest'anno si può dire l'esatto contrario, complici anche i tanti (troppi) infortuni. Il prossimo sarà l'anno della verità. 


Allegri 9 - La sua prima stagione a Torino era stata fenomenale, ma, dicevano i più maliziosi, quella era ancora la 'Juve di Conte', anche se lui, Allegri, le aveva insegnato a giocare anche con il 4-3-3, oltre che col collaudato 3-5-2. Quest'anno non c'è più alcun dubbio. L'estate 2015, contrassegnata sul mercato da undici acquisti e quattordici cessioni, ha dato ad Allegri la possibilità (e la responabilità) di plasmare una nuova Juve, questa volta sì, per davvero, tutta sua: e che Juve!    


(Nel campionato della Juve hanno collezionato una presenza anche: Neto, Favilli, Llorente, Coman e Isla). 


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