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Dopo che la Juve ha realizzato questa impresa leggendaria, vincendo il quinto scudetto consecutivo al culmine di una rimonta incredibile, la domanda che inevitabilmente ci poniamo è la seguente: c’è un’avversaria che può mettere in discussione la supremazia bianconera in Italia in tempi stretti, quindi già dalla prossima stagione?
 
La sensazione di essere davanti a un dominio assoluto è in effetti fortissima. L’idea - e un po’ anche il timore - di avere trovato una squadra destinata a rimanere insuperabile per un decennio, sullo stile del Rosenborg nel bistrattato campionato norvegese, si fa strada dentro di noi. Non se la prendano i dirigenti della Juve - ai quali va tutta la nostra ammirazione - se una simile eventualità un po’ ci preoccupa, perché un torneo con un padrone inattaccabile non è il miglior modo per tenere la massa dei tifosi vicina al calcio, né per far amare la nostra serie A all’estero.
 
E’ difficilissimo oggi immaginare che una rivale possa, tra un anno, mettersi alle spalle questa Juve, peraltro destinata a rafforzarsi ancora di più con inserimenti di livello internazionale per portare con maggiore convinzione l’assalto alla Champions. Ma se qualcuno ha una possibilità di riuscire nel miracolo del sorpasso, non abita certo a Milano. Né l’Inter né tanto meno il Milan sono nelle condizioni di colmare un gap che adesso, in attesa delle ultime tre giornate, è addirittura di 21 punti (per i nerazzurri) e di 32 punti (per i rossoneri). E questo nonostante la partenza disastrosa della Juve, che ha concesso a tutte le rivali un ampio vantaggio. Peraltro nessuno dei due club milanesi vive un momento felice: gli organici attuali non sono di livello eccelso, mancano presidenti pronti a investire capitali ingenti, le società sono accompagnate da contraddizioni, incertezze, dubbi, voci. Mai Milano è stata in condizioni simili dal Dopoguerra in avanti e non si intravedono segnali chiari di rinascita, semmai raffiche di indiscrezioni che per il momento non si sono concretizzate.
 
E comunque anche all’interno di Milano è necessario distinguere, perché l’Inter sembra messa meglio del Milan un po’ in ogni aspetto: la squadra è più forte, la guida tecnica è sicura e collaudata, perfino il presidente - sebbene sembri intenzionato a mollare non appena capita l’occasione - ha maggiore capacità di intervento un po’ ovunque, compreso il mercato.
 
Di sicuro sono più vicini alla Juve il Napoli e la Roma, e non solo perché questo dice la classifica. Il Napoli ha una formazione base di primissimo piano, manca semmai di alternative d’alto livello: alla lunga la stanchezza dei “titolarissimi”, come vengono chiamati gli undici schierati quasi sempre da Sarri, si è fatta sentire, però c’è una struttura attorno alla quale si può lavorare. Non a caso fino a pochi giorni fa gli azzurri erano in scia alla Juve. E De Laurentiis, sebbene abbia modi a volte discutibili, ha idee chiare e grandi capacità di programmare. Quanto alla Roma, ha probabilmente maggiori carenze di organico rispetto al Napoli, ma ha anche moltissimi calciatori di grande qualità, che fanno la differenza. Certamente, per Napoli e Roma sarà decisivo il mercato: se vogliono provare ad avvicinare la Juve, devono muoversi. Tanto e bene.

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Stefano Agresti
@steagresti