Con Cristiano Ronaldo la Juve segna, senza Chiellini la Juve perde. Quindi Chiellini “pesa” e conta più del fuoriclasse portoghese? I numeri, oltre che le sensazioni, inducono a dire di sì. Nel mio piccolo mi ero permesso di anticiparlo. Quando, il 9 aprile, presentai l’andata dei quarti di finale di Champions con l’Ajax, scrissi un pezzo titolato così: “Juve senza Chiellini come Real senza Ramos, semifinale Champions a rischio”.  La partita di Amsterdam, finita sull’1-1, regalò una duplice illusione. Uno, che la qualificazione fosse cosa fatta. Due, che Rugani fosse un difensore di livello internazionale. La verità - amara, amarissima per i bianconeri - si è disvelata nella partita di ritorno. Ronaldo, come al solito, ha segnato un gol e portato in vantaggio la Juve, ma la difesa, senza Chiellini, è tornata a essere disastrosa. Non solo ha subìto due gol, ma ne avrebbe potuto incassare più del doppio se Szczesny non si fosse superato e gli attaccanti olandesi non avessero voluto stolidamente entrare in porta con la palla.

Ma anche prima di arrivare all’eliminazione dalla Champions una serie di dati inoppugnabili si erano incaricati di confermare che senza Chiellini la Juve perde, si fa rimontare e al massimo pareggia. Tanto per cominciare il capitano era assente sia il 17 marzo a Marassi contro il Genoa (sconfitta per 2-0), sia il 13 aprile a Ferrara contro la Spal (sconfitta per 2-1). Con Chiellini fuori i bianconeri hanno anche subìto il primo pareggio in campionato il 20 ottobre dell’anno scorso (ancora con il Genoa, 1-1) dopo otto vittorie di fila. E sempre senza Chiellini la Juve è stata rimontata dal Parma, dal 3-1 al 3-3, il 2 febbraio, beccando tre gol nella ripresa. Prima dell’ Ajax, ancora in Champions, c’era stata la sconfitta con gli svizzeri dello Young Boys nel girone di qualificazione.

Ma il fatto forse più significativo dell’intera mia analisi, cui non sono estranei i numeri di Massimo Fiandrino, si colloca il 30 gennaio quando, a Bergamo, in Coppa Italia, Chiellini esce per infortunio al 27’ del primo tempo. Gli subentra Cancelo e la gara è ancora in parità. Ma nel giro di pochi minuti la Juve subisce due gol che la stendono e il terzo, nel finale di partita, la estromette brutalmente dalla manifestazione vinta prima per quattro volte di fila. Evidentemente non possiamo parlare di coincidenze. Chiellini è malconcio (troppo deboli i polpacci), ma indispensabile. Come si è potuto constatare nella passata stagione, la Juve può cedere Bonucci ad una concorrente diretta, ma la sua supremazia in Italia risulta incontrastata. Senza Chiellini per lungo tempo o, peggio, per sempre (fra un paio d’anni al massimo smetterà) non so come se la passerebbe. 

E’ chiaro che nessuno - tantomeno io - voglio inficiare con i miei ragionamenti il rendimento di Cristiano Ronaldo. Lui segna un gol ogni 49,7 minuti di media, ha realizzato ben ventisei degli ottantaquattro gol bianconeri in stagione, le ultime cinque marcature in Champions sono il prodotto diretto di CR7. Tuttavia, senza di lui, la Juve segna un gol ogni 47,44 minuti. La differenza c’è, ma non è molta.
Senza contare che Ronaldo, dall’alto della sua grandezza, ha ridimensionato Paulo Dybala che l’anno scorso era stato il miglior marcatore della Juve. I gol da fare non saranno mai un problema per la squadra di Allegri. Al contrario, subirne troppi o nei momenti topici, può compromettere una stagione. Ovviamente non sono sicuro che con Chiellini in campo la Juve non sarebbe stata eliminata dalla Champions. Posso dire, però, che con lui al posto di Rugani sarebbe migliorato anche il rendimento di Bonucci con tutte le conseguenze del caso.

Adesso che è andata, il ragionamento è un altro: per sostituire Chiellini serve un calciatore equivalente. Ragion per cui, al prossimo mercato, il Cristiano Ronaldo di turno deve essere un difensore centrale di grande affidabilità.