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Prima era incedibile. Poi costava un milione in meno di Lautaro Martinez, quindi 110 milioni. Ora la situazione di Federico Chiesa cambia ancora, persino nelle parole di Rocco Commisso. Che a questo punto non può che cominciare ad aprire alla cessione del suo gioiello più ambito, persino alla Juve: “Vale come un altro club: se vorrà andare lì dovrò accontentarlo e fare la cosa migliore per la Fiorentina”, una delle ultime dichiarazioni del patron viola a riguardo. E se il prezzo di Chiesa dovesse scendere a prezzo di saldo rispetto all'era pre-Coronavirus, ecco che la società bianconera potrà tornare prepotentemente in corsa.

PRIMA SCELTA – D'altronde per il giocatore proprio la Juve rappresentava la prima scelta, la scorsa estate prima dell'avvento di Commisso c'era un Chiesa praticamente promesso sposo dei bianconeri. Totale l'intesa sull'ingaggio, che a sua volta ora dovrà essere ritoccato al ribasso, inevitabilmente, rispetto ai 5 milioni concordati un anno fa. Ma il progetto Juve è quello che ancora convince maggiormente il giocatore, per quanto le alternative rimangano di primissimo piano, in Italia (vedi Inter) e soprattutto all'estero.
SUL PIATTO – Molto dipenderà ovviamente dalla valutazione finale che ne farà Commisso, quando Chiesa chiederà una volta per tutte la cessione. Sulla carta la Fiorentina non sembra intenzionata a scendere sotto i 50 milioni cash, nei fatti saranno determinanti le contropartite tecniche e le valutazioni che verranno fatti pure di quei cartellini. Resta Rolando Mandragora coinvolto di sponda, con la Juve che manterrà gli impegni presi nel 2018 con l'Udinese andando a esercitare un diritto di riacquisto fissato a quota 26 milioni. Che quindi renderà la valutazione del centrocampista non inferiore a quella cifra, anzi molto probabilmente superiore. Ci sono poi altre carte giocabili su questo tavolo: da Cristian Romero a Luca Pellegrini, passando per Daniele Rugani. Ma quello tra Chiesa e la Juve può essere un matrimonio forse solo rimandato.