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Un allenamento cominciato male e finito peggio. La Juve fresca campione d’Italia perde netto a Cagliari (2-0) e avvia nel peggiore dei modi il suo avvicinamento al 7 agosto, giorno della partita di ritorno con il Lione in Champions League

A bruciare, oltre al risultato (sesta sconfitta), è la prestazione della difesa (imbarazzante nei due gol e sono quaranta) e di Gonzalo Higuain, sostituito a pochi minuti dalla fine da Olivieri, che in tutta la gara ha tirato due volte in porta (alto da buona posizione), trascinandosi per il campo come se avesse il serbatoio vuoto.

Ora, va bene che la Juve ha vinto lo scudetto tre giorni fa, che è stanca e avrà festeggiato, che in panchina c’erano tanti ragazzi della seconda squadra, che l’unico obiettivo della partita sembrava quello di far segnare Ronaldo, ma figuracce di questo genere non erano previste, né sono gradite.
E pazienza se la stagione fosse finita, ma con una Champions alle porte e la necessità per Sarri di convincere Agnelli a non rinunciare a lui dopo appena un anno, non si tratta certo di un buon segnale.

Tra l’altro in campo non è andata propriamente una Juventus B, ma probabilmente la squadra che affronterà il Lione con sole tre eccezioni: Buffon per Szczesny, Rugani per De Ligt, Muratore per Rabiot.

Non si è visto nulla di buono. Sotto dopo appena sette minuti per il gol di Gagliano (un ragazzo del 2000), la Juve si è messa a giocare dopo un quarto d’ora abbondante. Ma l’ha fatto come Sarri non vuole. Ovvero portando palla, accentrandosi costantemente, provando soluzioni improbabili e andando ad un ritmo bassissimo. Non solo, dunque, non c’era giro palla o la qualsiasi parvenza di manovra, ma tutto veniva fatto con una lentezza e una prevedibilità che consentiva al Cagliari di chiudersi per poi ripartire con la palla sulle punte.
Le occasioni non sono mancate (Bonucci, Higuain, Cuadrado), ma la sola creata al culmine di una manovra aggirante è stata quella di Bentancur che si è fatto parare il tiro da Cragno

Il Cagliari, invece, ha fatto la Juve, usando il cinismo che una volta era della cosiddetta Signora Omicidi (definizione degli anni ottanta). Così su una ripartenza ancora di Gagliardo, il caparbio Simeone ha controllato palla e fulminato Buffon prima che Bonucci, in ritardo, provasse a chiudere. Per inciso, errore di entrambi.

Ronaldo, stimolato dal confronto con Immobile, ha cercato il gol in molti modi e non è sbagliato dire che se lo sarebbe meritato per la serietà e l’impegno con cui ha affrontato la gara. Tuttavia, quando Cristiano vuole segnare con una pervicacia addirittura superiore a quella ordinaria, finisce per condizionare tutta la squadra. Spero per la Juve che, tra nove giorni, il suo atteggiamento sia meno personalistico e maggiormente votato al collettivo.

Stranamente ha lasciato battere una punizione dal limite a Pjanic e il bosniaco è andato certamente più vicino di lui alla trasformazione.

Non so se Sarri tenesse di più a vincere la partita o a sperimentare un abbozzo di formazione titolare in vista del Lione. Fatto sta che nemmeno questa volta - cioè nemmeno a scudetto conquistato - e con la necessità di ribaltare la gara con i francesi si è visto quel che chiede, predica e spera. 

Ribadisco un concetto già espresso la notte della vittoria del titolo: questa Juventus, oltre che vecchia, è stanca e spompata, non fa viaggiare la palla, non pratica il movimento senza palla e, in ultimo, è prigioniera delle posizioni di Ronaldo. Non è vero che parte da sinistra. Ieri sera, soprattutto nel primo tempo, è stato più centrale di Higuain, rischiando spesso di collidere con lui.

Detto tutto questo, mi avventuro in una delle mie ormai proverbiali profezie: non solo sarà eliminata dal Lione, ma Sarri - nonostante il contratto - non rimarrà sulla panchina bianconera.

Ho paura che arrivi Pochettino il più perdente degli allenatori perdenti. Se Sarri, prima dell’Europa League al Chelsea, poteva vantare otto promozioni (dalle serie minori alla serie A), Pochettino non ha vinto nulla di nulla. Il candidato perfetto per una Juve declinante.

IL TABELLINO

Cagliari-Juventus 2-0 (primo tempo 2-0) 

Marcatori: 8’ p.t. Gagliano, 47’ p.t. Simeone 

Assist: 8’ p.t. Mattiello, 47’ p.t. Gagliano 

Cagliari (3-4-1-2): Cragno; Walukievicz, Ceppitelli, Klavan; Faragò, Ionita, Rog (2’ s.t. Paloschi), Mattiello; Joao Pedro (dal 44’ s.t. Pereiro); Simeone (39’ s.t. Birsa), Gagliano (1’ s.t. Lykogiannis). All.: Zenga 
 
Juventus (4-3-3): Buffon; Cuadrado, Rugani, Bonucci, Alex Sandro; Bentancur (31’ s.t. Peeters), Pjanic (15’ s.t. Zanimacchia), Muratore (15’ s.t. Matuidi); Bernardeschi, Higuain (44’ s.t. Olivieri), Ronaldo. All.: Sarri. 

Arbitro: Ghersini di Genova

Ammoniti: 17’ p.t. Rog (C), 25’ p.t. Pjanic (J), 19’ s.t. Joao Pedro (C).