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Il rapporto fra Andrea Pirlo e la Juventus non è più così idilliaco come poteva sembrare a inizio stagione e con il passare dei giorni le difficoltà che la formazione bianconera sta incontrando stanno incrinando e non poco non solo il rapporto dell'allenatore con i propri tifosi, ma anche con gli stessi calciatori e con quella parte della dirigenza che non l'ha scelto, ma ha assecondato la volontà di Andrea Agnelli.

ALIBI FINITI - Va detto, a Pirlo è stato giustamente concesso un grande periodo di ambientamento. Del resto l'ex maestro in campo, aveva zero esperienza in panchina e il salto in una big come la Juventus non ha di certo aiutato il suo percorso da neo-allenatore. I bianconeri non hanno fatto ritiro, ci sono stati tempi ristretti per provare le sue idee tattiche, poche amichevoli e tanti infortuni, ma tutto questo oggi non può più essere preso in considerazione. ​Sono passati infatti quasi 4 mesi dal momento del suo insediamento alla Continassa e non è più tempo di alibi.
ANCHE I CALCIATORI... - I tifosi sono stati pazienti, molto più di quanto fatto con Allegri prima e soprattutto con Sarri poi, che hanno avuto partenze e risultati diversi. Ora però i dubbi emergono sempre di più, da più parti fra i tifosi e, purtroppo per lui, anche all'interno della stessa squadra. La frase "​Senza Ronaldo facciamo più fatica. Ci sono pochi giocatori di personalità" ha fatto storcere il naso a tanti senatori dello spogliatoio, gli stessi che, oggi, faticano a recepire al 100% le sue idee tattiche, forse troppo complesse per poter essere messe in atto senza un'adeguata preparazione. Ronaldo, quando c'è stato, ha coperto i problemi della Juventus che però oltre all'asso portoghese, sembra non avere ancora un'identità. E dopo 4 mesi il tempo della "necessità di avere pazienza" è finito.