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Cristiano Ronaldo porterà i compagni di squadra fuori a cena mercoledì o giovedì: non ci sarà bisogno di un formale discorso di scuse, basteranno poche parole e un sorriso. Un gesto di vicinanza, l'ammissione che reagire in quel modo alla sostituzione decisa da Sarri contro il Milan è stata una piccola, ma netta, mancanza di rispetto nei confronti del gruppo. Sempre secondo La Repubblica, tra l'attaccante portoghese della Juventus e alcuni giocatori della vecchia guardia bianconera c'erano state telefonate e messaggi su Whatsapp già dopo la partita. Lo stesso con Paratici e Nedved. Invece Sarri e Ronaldo si rivedranno solo mercoledì alla ripresa degli allenamenti, e tutto sarà formalmente ricomposto. A seguire, i nuovi propositi per una stagione che in fondo è appena cominciata. 

Non ci saranno altre conseguenze, la vita continua. E la permanenza o meno di Ronaldo a Torino non dipenderà certo da Juve-Milan o dal polso giustamente saldo di Maurizio Sarri: un allenatore che ne sia sprovvisto perderà il controllo della squadra, prima o poi. Ma, nello stesso tempo, Sarri dovrà capire che Cristiano non è come gli altri: è materiale da maneggiare con cura, è un divo dalla psiche fragile, un emotivo che va sempre lodato, accarezzato nell'ego, blandito. Bisogna lasciargli fare quello che più ama, per esempio certe piccole sfide a fine allenamento con i compagni, quando si gioca a chi segna di più; e quando vince, cioè sempre, a Ronaldo piace canzonare bonariamente gli altri. Se Sarri insiste solo con la tattica, un bel giorno il bambino Ronaldo potrebbe pure scocciarsi. E, sempre secondo La Repubblica, a fine stagione potrebbe decidere di andare a giocare e divertirsi in un altro cortile.