Finalmente di nuovo titolare, finalmente una conferma anche inaspettata soltanto a poche ore dall'inizio della partita. Paulo Dybala è tornato nelle rotazioni della Juventus e con i 90 minuti in campo contro il Sassuolo ha riabilitato una posizione che all'interno del club bianconero iniziava a farsi preoccupante. Una gara, quella di domenica, più che sufficiente, portata a termine però snaturando le sue caratteristiche.

AL SERVIZIO DELLA SQUADRA - 57 tocchi, tanti utili per far ripartire la manovra e abbassandosi spesso anche oltre la linea di metà campo. Movimenti che aiutano la squadra, senza dubbio, ma che di fatto lo hanno allontanato sempre di più non solo dalla linea di porta, ma anche dall'area di rigore. Dybala ha accontentato Allegri, che più volte gli ha chiesto spirito di sacrificio per dare equilibrio alla manovra, ma a che pro?



NON PUO' ESSERE UN SOLDATINO - Dybala di fatto ha svilito la sua natura di attaccante, quello a tratti formidabile della scorsa stagione in cui, dialogando con Gonzalo Higuain, è arrivato non solo spesso e volentieri al gol, ma anche al tiro sia da dentro che da fuori area. Contro il Sassuolo Dybala ha creato soltanto 1 occasione da gol e ha provato il tiro soltanto una volta (respinto). Dybala ha obbedito ad Allegri, trasfromandosi in un regista avanzato, ma a oltre 35 metri dalla porta. Si è snaturato assecondando la volontà dell'allenatore pur di trovare spazio fra i titolari.

MERCATO - Dybala è però molto di più di un semplice soldatino, è un numero 10 che, come lo stesso tecnico livornese ha ribadito ad inizio anno, ha un valore di mercato pari a quello di Ronaldo e Messi. Se quello col Sassuolo è il Dybala di cui ha bisogno la Juve allora le voci di mercato che continuano a prendere vigore per lui potrebbero in fin dei conti rivelarsi positive. Sia per Dybala, sia per la Juve che dalla sua cessione potrebbe ampiamente guadagnarci.