184
Due gol, uno su punizione e uno su rigore, che purtroppo per la Juventus si sono rivelati totalmente inutili. Paulo Dybala ha provato fino all'ultimo a prendere per mano la formazione bianconera fino all'ultimo istante disponibile, accollandosi compiti che, probabilmente, sono anche lontanissimi dal suo modo di inventare calcio. Dybala nel 4-2-3-1 di Massimiliano Allegri è il trequartista schierato alle spalle di Gonzalo Higuain eppure la tendenza della Joya non è quella di guardare in avanti, verso il proprio compagno di nazionale, bensì tende a guardare spesso verso il centrocampo, lasciando Higuain fin troppo solo e mal servito.

TROPPO LONTANO DALLA PORTA - Sì perchè sebbene Dybala sia risultato uno dei migliori della Juventus nel disastro in Supercoppa Italiana, fin dalle prime battute della gara è stato lampante il posizionamento in una zona del campo fin troppo arretrata. Bonucci non c'è più e il solo Pjanic non può bastare (a maggior ragione se non protetto da due mezzali) in fase di costruzione. Mancando un'alternativa al difensore passato al Milan, è proprio Dybala che si abbassa verso il proprio centrocampo per dare un'alternativa al centrocampista bosniaco.

DYBALA E' UNA PUNTA! - Il risultato? Una costruzione lenta, orizzontale, ma soprattutto che lascia Higuain completamente solo e quasi mai servito in area di rigore. E' proprio quella la mancanza più grande di Dybala: la totale assenza in area di rigore. Dybala è una punta, non una mezzala, il suo compito deve essere quello di segnare, innescare Higuain, aprire per lui gli spazi chiamando i difensori lontano dalla sua marcatura. Dybala è una punta, non un regista decentrato e il surrogato di Bonucci in fase di costruzione non può e non deve essere lui. Dybala è una punta, se la Juve ha bisogno di queste due tipologie di giocatori compri sul mercato uomini adatti ad inserirsi in questa squadra e non sacrifichi il talento più grande che ha in rosa.