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Prima Mattia De Sciglio, poi Douglas Costa, Miralem Pjanic e Danilo. Quattro infortuni muscolari nelle ultime due partite, che si aggiungono a quello di tutt'altra natura che ha messo ko Giorgio Chiellini in allenamento per sei mesi. Una serie di guai che da un lato lasciano la Juve già in emergenza verso la sfida di Champions con l'Atletico Madrid e il primo tour de force della stagione, aspettando ovviamente il verdetto degli ultimi stop nella speranza che non sia niente di serio. E dall'altra parte evidenziano l'importanza di una rosa così extra-large, che dovrà dimostrarsi in grado di assorbire anche così tante assenze forzate. Con un occhio di riguardo però a un settore che già appariva striminzito al termine del mercato, perché la rosa è sì extra-large sotto ogni punto di vista ma anche sbilanciata. Con tre soli terzini di ruolo più uno adattato come Juan Cuadrado: due su tre si sono già fermati (De Sciglio e Danilo), l'altro è condannato a giocare sempre e comunque (Alex Sandro).




VERSO L'ATLETICO – Si aspettava di poter avviare le rotazioni nell'undici iniziale solo a partire dal prossimo turno di campionato, Sarri. Anche con prudenza, parlando apertamente di un cambio alla volta per reparto. Gioco forza sarà costretto ad avviare un'immediata rotazione. Con delle scelte che in alcuni casi appaiono già forzate e una partita come quella del Wanda Metropolitano con l'Atletico Madrid che ora come ora dovrebbe vedere la Juve scendere in campo con Szczeny in porta, Cuadrado, Bonucci, De Ligt e Alex Sandro in difesa, Khedira, Bentancur e Matuidi in mediana, Bernardeschi, Higuain e Ronaldo in attacco. Poi due portieri (Buffon e Pinsoglio), due centrali (Rugani e Demiral), due centrocampisti ancora in ritardo di condizione (Ramsey e Rabiot), una punta (Dybala). Sempre aspettando buone notizie dall'infermeria tra stasera e domani. Non il massimo in ogni caso per cominciare la rivoluzione anche in Champions.