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Il secondo tempo è iniziato da pochi minuti. Il pubblico dello Stadium, particolarmente esigente, aveva già lanciato la propria dose di fischi insofferenti quando Rodrigo Bentancur aveva perso un pallone potenzialmente sanguinoso al proprio limite dell'area nel primo tempo: tanto da scatenare la reazione di Paulo Dybala, vistosa, nel respingere i fischi in questo momento di scarsa brillantezza. Poi lo stesso pubblico si è alzato in piedi per salutare con un mare d'applausi Giorgio Chiellini, appena alzatosi per iniziare il riscaldamento: i patti della vigilia con Maurizio Sarri parlavano di un possibile spezzone nel caso in cui la partita si fosse messa in un certo modo. L'infortunio di Miralem Pjanic avrebbe potuto rovinare i piani, il gol di Juan Cuadrado del 2-0 ha rimesso le cose a posto. Così Chiellini al 33' del secondo tempo è tornato in campo, quasi sei mesi dopo l'infortunio: ogni intervento è un'ovazione del pubblico, che lo acclama come l'unico “capitano”. Mica poco considerando la presenza in rosa anche di Leonardo Bonucci e Gigi Buffon, tanto per citare soltanto chi gli ha lasciato la fascia due anni fa e chi l'ha presa in consegna dopo l'infortunio. Chiellini è tornato e per la Juve è tanta, tantissima roba.
FATTORE – Non un recupero qualunque in una stagione diversa da tutte le altre. Perché la Juve in campionato ha già subito i gol che solitamente prende in un torneo intero (23 contro i 24 di media di questi anni), perché ora inizia la fase calda e Chiellini rappresenta un elemento semplicemente fondamentale sotto ogni punto di vista: tattico ed emotivo. Aveva messo l'andata degli ottavi di Champions e la supersfida con l'Inter nel mirino, la tabella di marcia è rispettata, almeno una delle due partite dovrebbe poterla giocare dal primo minuto. E chissà che la soluzione al problema dei gol subiti non sia proprio entrata in campo al 33' del secondo tempo di Juventus-Brescia, tra gli applausi dello Stadium.