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Domani Gonzalo Higuain tornerà ad assaggiare il terreno in erba naturale di uno dei quattro campi presenti allo Juventus Training Center della Continassa. Arrivato solo venerdì scorso dall'Argentina dove era rimasto più a lungo anche a causa delle complicate condizioni di salute di mamma Nancy, Higuain come Adrien Rabiot ha accorciato i tempi della quarantena grazie alla pratica del doppio tampone sarà quindi a disposizione di Maurizio Sarri. Ma in queste settimane le dinamiche di campo saranno solo un aspetto da approfondire: fino al termine della stagione il Pipita sarà fondamentale anche più di prima, la Juve si appresta a dover giocare nella migliore delle ipotesi venti partite in due mesi e non potrà fare a meno del centravanti argentino. Parallelamente bisognerà trovare un accordo per il futuro, se proseguire insieme fino alla scadenza naturale del contratto datata 30 giugno 2021 o se lasciarsi tra agosto e settembre. In tal caso, se facendo la pace o facendo la guerra. 

PRIMO PASSO – Higuain ha tutta una serie di richieste, specialmente dall'altra parte dell'Oceano. Ma hanno tutte una necessità in comune: aspettano che sia lui a liberarsi dalla Juve in qualche modo. E conti alla mano la situazione si può riassumere semplicemente anche se semplice non è: per liberarsi a zero e andare dove vuole, Higuain dovrebbe rinunciare interamente o quasi ai futuri compensi, altrimenti la Juve dovrebbe riuscire a realizzare abbastanza per evitare pericolosi segni meno. La cifra x è sempre quella di 18 milioni circa, che dovrebbe raggiungere il club acquirente cash o almeno via scambi (tagliando fuori quindi le squadre statunitensi, restano grandi difficoltà anche per il River Plate) a meno che la Juve non dovesse concordare con Higuain un risparmio sull'ingaggio tale da potersi permettere la risoluzione del contratto: euro più euro meno, nella prossima stagione il Pipita peserebbe più o meno proprio 18 milioni lordi, tra ingaggio base di 7,5 milioni netti e la parte congelata nella stagione attuale.
GLI USA CHIAMANO – Di River Plate si è parlato, si parla e si parlerà. Intanto si allunga la lista delle pretendenti in MLS. A muoversi per primo è stato il Los Angeles Galaxy dell'amico Barros Schelotto, seguito a ruota dall'Inter Miami. Ma ora anche il DC United dove opera Federico Higuain, fratello di Gonzalo, ha deciso di uscire allo scoperto avviando contatti con l'entourage del Pipita: un affare di famiglia insomma, considerando come il punto di riferimento sia l'altro fratello Nicolas, anche agente dei parenti calciatori.