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C'è modo e modo di affrontare anche "un'amichevole". La Roma ha sfruttato la passerella dello Stadium consolidando le rinnovate certezze dell'ultimo periodo, dando spazio a chi ne ha avuto meno, ottenendo anche una vittoria che fa morale, un 3-1 anche piuttosto meritato. La Juve, invece, ha fatto tutto ciò che doveva fare per deludere ancora. Squadra occasionale ancor più che sperimentale, è vero. Ma se vincere aiuta a vincere, abituarsi a perdere è un qualcosa che in casa Juve non si è mai visto: Sarri fuma e prende appunti nervosamente in tribuna, i bianconeri incassano ancora una sconfitta e incassano ancora tre gol in maniera preoccupante. Alla fine la classifica dice che l'Inter chiude a -1 anche se conta di più l'aver festeggiato con tre turni d'anticipo. Alla fine i numeri dicono che la Juve chiude con 43 gol subiti e 7 sconfitte, campionato duro per tutti ma numeri che stridono con il non tricolore e con la realtà bianconera in assoluto. Alla fine i numeri dicono anche che il primo Sarri si ferma a quota 83 punti, a metà strada esatta tra il primo Conte e il primo Allegri. Alla fine il merito dei campioni d'Italia è stato quello di approfittare al massimo dello strappo dato a giugno nei confronti delle avversarie. Ma l'ultimo mese è quello tipico di una squadra in crisi, lo dicono i numeri e lo confermano le prestazioni, nonostante lo scudetto. Che non può bastare a Sarri per tenersi stretto il suo posto in panchina: contro il Lione servirà tutta un'altra squadra, ritrovarla in sette giorni è un'impresa che giorno dopo giorno appare sempre più complicata.

QUI ROMA – Al contrario, l'inerzia che Paulo Fonseca è riuscito a imprimere alla stagione della Roma è esattamente opposta. A giugno i giallorossi hanno gettato al vento ogni velleità di quarto posto, poi nonostante la confusione societaria ecco che il tecnico portoghese si è rivelato essere ancor più bravo di quanto avesse già dimostrato, ricompattando la squadra e dandole nuove certezze con questo 3-5-2 a trazione anteriore. Questa vittoria però fa morale, anche le seconde linee hanno lanciato segnali incoraggianti dimostrando di aver assimilato i nuovi meccanismi, battere la Juve poi è sempre importante: allo Stadium la Roma era sempre uscita sconfitta, tanto per dire. In Europa League si rivedranno i titolari, contro la Juve non si è messo in mostra solo un ottimo baby Calafiori, ma anche Zaniolo ha fatto tutto quello che doveva fare per lanciare la sua candidatura in vista del Siviglia. E chiudere il campionato in fiducia è quanto un mese fa non sembrava nemmeno pronosticabile.

LA PARTITA – Sulla partita non c'è troppo da dire. La Juve trova subito il gol con Higuain sotto misura (grave errore di Zappacosta), propone un Frabotta interessante sulla sinistra, gradualmente sparisce dal campo. Al contrario la Roma dopo il pareggio di Kalinic (che evidenzia una volta ancora la pochezza attuale di Rugani in marcatura) poi diventa padrona del campo. Calafiori a sinistra è una furia, Zaniolo e Perotti tra le linee spiegano calcio: l'esterno classe 2002 fa fesso Danilo guadagnandosi il rigore del 2-1, nella ripresa poi il risultato viene fissato grazie alla doppietta di Perotti su perfetto assist di Zaniolo. La girandola di cambi addormenta ulteriormente la partita, Ramsey colpisce il palo ma non sembra sufficiente per dimostrarsi pronto a partire titolare contro il Lione. Si chiude così il campionato, prima degli applausi e del tributo da parte delle squadre all'arbitro Rocchi, all'ultimo atto della sua carriera. E prima della festa della Juve. Ma forse il vero motivo per festeggiare allo Stadium è che il campionato sia finito.



IL TABELLINO

Juventus-Roma 1-3
Marcatori
: p.t. 6' Higuain (J), 23' Kalinic (R), 44' Perotti rig. (R); s.t. 7' Perotti (R).
Assist: p.t. 6' Rabiot (J), 23' Perotti (R); s.t. 7' Zaniolo (R).
Juventus (4-3-3): Szczesny (27' s.t. Pinsoglio); Danilo, Bonucci (6' s.t. Demiral), Rugani, Frabotta; Rabiot (6' s.t. Ramsey), Muratore, Matuidi; Bernardeschi (27' s.t. Olivieri), Higuain (34' s.t. Vrioni), Zanimacchia. A disp. Buffon, Chiellini, Alex Sandro, Cuadrado, Bentancur, Wesley, Peeters. All. Sarri (in panchina Martusciello).
Roma (3-4-2-1): Fuzato; Fazio, Smalling, Ibanez (11' s.t. Juan Jesus); Zappacosta, Cristante (11' s.t. Santon), Villar, Calafiori (16' s.t. Bruno Peres); Zaniolo (11' s.t. Under), Perotti (28' s.t. Kluivert); Kalinic. A disp. Lopez, Dzeko, Kolarov, Cetin, Perez, Diawara, Mkhitaryan. All. Fonseca.
Arbitro: Rocchi di Firenze.
V.A.R.: Banti di Livorno.
Ammoniti: p.t. 21' Rugani (J), 40' Smalling (R), 45'+1 Perotti (R); s.t. 9' Cristante (R).