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Juve pazzesca, Juve senza rivali, Juve da triplete. Non è facile fare un distinguo tra il cammino in campionato e quello che in assoluto ha visto il gruppo di Allegri arrivare fino in fondo anche in Champions e Coppa Italia. Questi però i momenti chiave del film che ha portato a questo quarto Scudetto consecutivo, alcune scene decisive soprattutto quando un po' di competizione sembrava ancora poterci essere.

JUVE-ROMA 3-2: 5 ottobre 2014, semplicemente La partita della stagione, arrivata però troppo presto per essere considerata quella decisiva. Allo Juventus Stadium succede di tutto, Bonucci allo scadere trova un gol che pone la parola fine su una sfida pazzesca e condizionata da tutte le polemiche che poi porteranno all'auto distruzione di una Roma che si è sgretolata come un castello di carte sotto una folata di vento. La partita delle sviolinate di Garica, la partita della sentenza di Totti: “La Juve dovrebbe fare un campionato a parte”. Non come insinuava lui, ma effettivamente è stato così anche quest'anno.

LAZIO-JUVE 0-3: 22 novembre 2014, al pari della notte magica di Dortmund la prestazione migliore della Juve targata Allegri. Olimpico espugnato e Lazio annichilita nel primo capitolo di quello che poi si rivelerà a sorpresa il vero duello della stagione e che si concluderà solo nella finale di Coppa Italia. Pogba, Tevez, Pogba: firme d'autore di una prova a cinque stelle, per un risultato che alla fine sembra anche stretto per una Juve devastante pure quando costretta in dieci.

NAPOLI-JUVE 1-3: 11 gennaio 2015, la Juve arrivava dalla beffarda sconfitta subita dal Napoli in Supercoppa e dal brutto pareggio interno con l'Inter. Ma proprio mentre la Roma cominciava a incepparsi, al San Paolo è arrivata la prova di forza che ha fatto capire a tutti come anche in questa stagione la Juve fosse sotto ogni punto di vista la squadra più forte. Caceres, Pogba e un ritrovato Vidal mettono la firma su un successo netto e che ha segnato la svolta decisiva verso il quarto Scudetto di fila.

JUVE-TORO 2-1: 30 novembre 2014, la Juve non muore mai. La partita più emblematica in tal senso è proprio il derby dell'andata: sotto una pioggia battente, contro un Toro che dopo vent'anni sembrava davvero vicino a sfatare il tabù bianconero, in dieci dopo l'espulsione di Lichtsteiner, mai la Juve è apparsa così in difficoltà in questo campionato. E invece al terzo minuto di recupero arriva la giocata da fuoriclasse di Andrea Pirlo che regala forse i tre punti più pesanti di tutta la stagione a livello psicologico, nel momento più complicato vissuto dal gruppo di Allegri che poi verrà fermata in sequenza da Fiorentina e Sampdoria.

SAMPDORIA-JUVE 0-1: 2 maggio 2015, lo Scudetto era ormai in tasca da tempo. La vittoria con la Samp al primo match point nelle mani solo della Juve trasforma un sabato qualunque in un'altra data da incidere a caratteri cubitali nella storia bianconera. Ci pensa Vidal a trovare il guizzo vincente al minuto 32, in un Marassi con il settore ospiti chiuso la Juve può far partire la festa tricolore che continuerà poi in tutte le strade di Torino città.