Calciomercato.com

  • Juve, il 3-5-2 non è la soluzione. Bremer e Paredes simboli della contraddizione coi princìpi di Allegri

    Juve, il 3-5-2 non è la soluzione. Bremer e Paredes simboli della contraddizione coi princìpi di Allegri

    • Luca Bedogni
      Luca Bedogni
    Dopo la sconfitta in Champions col Benfica viene da chiederselo seriamente: ma il 3-5-2 indicato da Paolo Di Canio come il sistema più adatto per questa Juve in difficoltà, è davvero la soluzione delle soluzioni, o per lo meno quella più pragmatica? Direi né l’una né l’altra, dato che nelle due partite disputate in coppa i bianconeri hanno subito i gol che hanno subito proprio schierati in questo modo. Evidentemente non basta aggiungere un centrale in più per difendere meglio o, peggio, per ritrovare sé stessi, lo spirito difensivo del fantomatico DNA bianconero. Inoltre non è solo una questione relativa al sistema di gioco. Qui non fraintendetemi: non voglio scivolare nella psicologia facile come si fa di solito dopo queste premesse. Non è che i giocatori non hanno energie mentali o cose di questo genere. Non c’entra niente l’atteggiamento di Di Maria che sorride con gli ex compagni di squadra a fine gara, invece di andare sotto la curva a ‘metterci la faccia’ in ossequio a un rituale penoso e umiliante che ‘si dovrebbe’ seguire in questi casi. No. Ci sono delle contraddizioni tattiche concrete nell’interpretazione del 3-5-2 della Juventus. Eventi puntuali che sistematicamente generano problemi sul campo quando si affronta un certo tipo di avversario. Sono cose che si possono vedere e toccare, non c’entra l’interiorità fumosa e preconfezionata, il mostrarsi contriti a fine gara e pronunciare la formula magica ‘adesso zitti e lavorare’. In questo articolo prenderò in esame solo due dinamiche piuttosto significative, che da sole fanno saltare il cliché del 3-5-2 inteso come il modulo più solido e pragmatico di tutti. 
    I QUINTI E I TRE DIETRO - Rispetto all’interpretazione super passiva (e fallimentare) del primo tempo di Parigi, il 3-5-2 con cui la Juve ha iniziato la partita contro il Benfica è sembrato molto più ambizioso, anche se non meno manipolabile. La squadra in principio pressava più alta coi quinti, supportati dietro dal lavoro dei rispettivi braccetti. Da una parte la catena Cuadrado-Bremer.

    Juve, il 3-5-2 non è la soluzione. Bremer e Paredes simboli della contraddizione coi princìpi di Allegri

    Dall’altra Kostic-Danilo.

    Juve, il 3-5-2 non è la soluzione. Bremer e Paredes simboli della contraddizione coi princìpi di Allegri

    In teoria c’era ‘gamba’ su entrambe le fasce per potere affrontare questo genere di uscite e di scalate, di fatto però quello che succedeva spesso era questo: una imbucata per l’uomo tra le linee che trovava molto spazio a disposizione.

    Juve, il 3-5-2 non è la soluzione. Bremer e Paredes simboli della contraddizione coi princìpi di Allegri

    Questo perché c’è contraddizione fra il comportamento e la natura dei quinti e dei braccetti in questione e le classiche ‘scappate’ di Bonucci (vedi sopra). O meglio, il non volersela (o potersela) giocare uno contro uno con tutti i difensori (probabile consegna di Allegri). Ma se Bremer ogni tanto vive delle incertezze, è perché sperimenta una contraddizione fra i suoi anticipi, la sua irruenza, e l’arretramento sistematico del suo nuovo compagno di reparto, che nel dubbio scappa sempre verso la porta. Di conseguenza i buchi non si creano dietro, ma davanti alla linea difensiva e squadre che palleggiano come il Benfica, quei buchi sanno come sfruttarli. Col rientro di Alex Sandro, volendo proprio mantenere questo sistema di gioco a tre, per quanto atipico, sarebbe molto più funzionale un terzetto tutto brasiliano, molto più dinamico e aggressivo, e con Bremer finalmente al centro, nel ruolo in cui giocava nel Torino. Ma questa è solo una delle possibili alternative. 
    PAREDES FA FILTRO O NO? - Un’altra contraddizione che genera squilibri riguarda l’asse centrale. Concentriamoci un attimo su Paredes: ma garantisce filtro o no davanti alla difesa? A volte, come nelle immagini viste sopra, si può avere l’impressione di trovarlo ‘fuori posizione’. Da cosa dipende questo fatto? In parte sempre dalle scappate di Bonucci, in parte no. Anche Paredes, come Bremer, ha il cervello settato ancora su certi principi. Sono circuiti neuronali, c’è poco da fare. Ora, il PSG di Pochettino non giocava certo come il Toro di Juric, ma è pur vero che entrambi questi allenatori chiedono di difendere sempre in avanti (con le dovute differenze, ovvio). Perciò istintivamente Paredes ogni tanto parte, entra in modalità riaggressione e poi si stupisce se i compagni non lo seguono. E in un contesto più rigido com’è quello della Juve di Allegri, si creano situazioni come queste.
    Juve, il 3-5-2 non è la soluzione. Bremer e Paredes simboli della contraddizione coi princìpi di Allegri

    Cuadrado perde palla cercando il rigore (a proposito, siamo sicuri che il colombiano sia ancora così adatto come sostiene Di Canio per questo tipo di ruolo?), dicevo, Cuadrado, il quinto, perde palla, allora si vede Paredes che parte. È il vertice basso del 3-5-2. Se esci così devi essere supportato o quanto meno sicuro di arrivarci prima, altrimenti fai un brutto giro. Ecco un esempio di quel che significa ‘correre male’.

    Juve, il 3-5-2 non è la soluzione. Bremer e Paredes simboli della contraddizione coi princìpi di Allegri

    È che nel PSG era abituato ad agire in questo modo assieme a compagni che la pensavano come lui. Qui invece resta vittima di un torello. La conseguenza più sanguinosa però la troviamo nel prosieguo dell’azione: è il buco che si crea a centrocampo.
    Juve, il 3-5-2 non è la soluzione. Bremer e Paredes simboli della contraddizione coi princìpi di Allegri

    Queste sono scene dal primo tempo, in pieno 3-5-2, quando non era ancora entrato Di Maria a ‘sbilanciare’ la squadra. Se dietro non accetti la parità numerica (in questo caso in transizione), lo spazio gli avversari lo trovano davanti alla linea. Guardate in mezzo come viene messo in croce Miretti. Tutto per avere sempre tre centrali sui due attaccanti, e alla fine perdere male comunque…

    Juve, il 3-5-2 non è la soluzione. Bremer e Paredes simboli della contraddizione coi princìpi di Allegri

     

    Altre Notizie