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Ha vinto la squadra che aveva più fame: la Juve. Ha colpito pur sempre il fuoriclasse: CR7. Ha risolto il giocatore che desiderava più di ogni altro la vittoria: Tevez.
Al Bernabeu è gara aperta  con il Madrid ancora favorito.  
Non condivido l'impiego di Ramos in mezzo al campo né l'esclusione del centravanti dall'undici iniziale, considerando il brillante momento del “Chicharito”. Ronaldo-gol tanto per non sporcare la media, ma poco altro.  
Lampante  la crescita bianconera. Da rimarcare la personalità di Sturaro. Giovane, si, soltanto sulla carta. Impeccabili Vidal, Morata e Marchisio, anche qualcosa oltre.
E poi Tevez, man of the match. Scatti, ripartenze, dribbling. Coraggio, quello dei cavalli di razza. 
Talenti di strada nati e cresciuti in un preciso contesto sociale: proteggono il pallone come un bene prezioso, dribblano per sopravvivere, corrono per scappare dalla miseria. Nel tempo conservano intatto il loro istinto: incoscienza, leggerezza, audacia.
Quando Carlitos vola a rete davanti agli occhi ha  la porta, dietro di sé il barrio fuerte apache.