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Max Allegri ha tanti cavalli di battaglia. Sa per esempio che ci sono momenti in cui non si deve parlare, ma fare. E al netto di tutte le parole che potranno arrivare nel post-partita o magari nei prossimi giorni, resta la sensazione evidente che la Juve a Londra sia scesa in campo con l'obiettivo unico di pareggiare. O ancor peggio, solo di limitare i danni. Perché sotto di un gol, poi non ha reagito né proposto nulla di diverso nella ripresa, in quel momento d'altronde l'1-0 lasciava ancora i bianconeri in vetta al girone. Calcoli, però, la Juve non può permettersi di farne mai, nemmeno in Champions. Sembrava di rivedere il copione del match con l'Inter, ma l'epilogo e lo svolgimento sono stati completamente diversi. Anzi, la Juve non dovrebbe permettersi di fare calcoli soprattutto in Champions. Perché sono i conti che non tornano mai o non tornano ancora. A maggior ragione nel giorno in cui crolla in Borsa (-7% finale, con picchi ben più preoccupanti in apertura), a causa del comunicato riguardo le condizioni dell'aumento di capitale. 
I CONTI – Anche perché, per chi non lo ricordasse, ogni partita del girone di Champions mette in palio ben 2,8 milioni, che si riducono a 900mila euro in caso di pareggio. Forse nemmeno la miglior Juve avrebbe ottenuto la posta piena a Stamford Bridge, ma contro un Chelsea rimaneggiato almeno quanto i bianconeri, anche con la qualificazione già in tasca, oggi più che mai Allegri avrebbe dovuto puntare a vincere pure per quel senso di responsabilità tanto invocato a proposito di quei giocatori apparentemente poco attaccati alla causa. La disfatta londinese ora complica per non dire compromette di molto pure la corsa al primo posto del girone, anche se proprio la Juve ha fallito gli ultimi assalti europei contro avversari abbondantemente alla portata dopo aver vinto il girone, arrivare agli ottavi da seconda rende in partenza ancor più difficile la cavalcata europea. Allora può valere la pena ricordare i prossimi step economici in Champions: l'accesso ai quarti vale 10,6 milioni, in semifinale 12,5, in finale 15,5 con altri 4,5 milioni per la vincitrice cui sommarne 3,5 per l'accesso alla Supercoppa. Ora, parlare di una Juve in finale di Champions proprio ora può sembrare pretestuoso. Ma sono dati che possono aiutare a capire gli effetti anche in termini economici di una figuraccia del genere, senza quasi averci nemmeno provato a vincere. E 2,8 milioni in più a gennaio potrebbero pure fare la differenza sul mercato, tra cessioni difficili e obiettivi low cost, a centrocampo poi ce ne sarebbe davvero bisogno.