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Il dopo Ronaldo in casa Juve era già stato individuato: Paulo Dybala. Pochi dubbi fin dalla decisione di puntare con forza su Max Allegri, al netto di un'ultima stagione tutt'altro che idilliaca (se fosse rimasto l'allenatore, allora Dybala sarebbe davvero andato via nel 2019) è stato un punto fermo nel progetto impostato a fine maggio: porte aperte all'addio di CR7, con Paulo al centro del progetto. È lui più di chiunque altro che dovrà caricarsi la squadra sulle spalle, fascia di capitano sempre più spesso al braccio e piglio da leader tecnico palla al piede. I presupposti ci sono tutti, poi però parallelamente sarà fondamentale mettere un punto sul tormentone rinnovo di contratto. Sono ormai due anni che se ne parla, tra passi avanti e altri indietro ormai il conto alla rovescia è avviato, per il bene di tutti è meglio evitare altri casi aperti in una stagione che già si annuncia come particolarmente complicata.
IL RINNOVO – Sono questi i giorni per un altro incontro tra la dirigenza bianconera e Jorge Antun. Sono questi i giorni in cui accelerare. Ma la distanza è reale. Se a livello progettuale e tecnico ora Dybala ha ottenuto le rassicurazioni necessarie, è sul piano economico che manca ancora qualcosa. Anzi, qualcosa di importante. L'offerta impostata da Federico Cherubini è in realtà pure più bassa di quella proposta (e rifiutata) nell'estate del 2020: la Juve non tocca nemmeno i 10 milioni complessivi tra parte fissa e bonus pure complicati da raggiungere, l'offerta è più vicina all'attuale contratto da 7,3 milioni che a quello richiesto dall'entourage del giocatore. Che pure è disposto a compiere passi verso le necessità del club, ma difende la posizione di chi vuole sentirsi importante e centrale sotto ogni punto di vista: insomma, ora che Ronaldo non c'è più, la “soglia De Ligt” da 12 milioni bonus inclusi resta l'obiettivo, anche Dybala ha bisogno di un segno importante da parte del club dopo tutti gli episodi controversi degli ultimi anni e un contratto simile è concretamente l'unico modo. Magari non tutti subito, ma quello è ciò a cui ambisce il giocatore, che non avrebbe paura né problemi a legarsi sostanzialmente a vita alla Juventus: 2025 o 2026 l'anno da rifissare sull'accordo, per arrivare alla cifra richiesta ecco che Antun accetterebbe e proporrebbe anche un aumento pogressivo. Parti al lavoro, la Juve ora sta imponendo altri criteri e altri limiti di ingaggio, le cifre pre-Covid (come De Ligt) non sono più percorribili. Un accordo è però fondamentale, va raggiunto il prima possibile. Perché a mercato chiuso specialmente, c'è un solo dopo Ronaldo possibile: è Dybala.