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Un’investitura. Questa è stata, ieri, la presentazione di Andrea Pirlo come nuovo allenatore della Juventus Under 23 da parte di Andrea Agnelli. Il presidente dei campioni d’Italia ha delineato il futuro: se sarà in grado di meritarselo, attraverso il lavoro, un giorno il Maestro potrà anche diventare l’allenatore della prima squadra della Juve. Analizzando questa situazione, agli osservatori appare chiaro e immediato il parallelismo con altri due grandi campioni, anche loro centrocampisti, che partendo da un’esperienza in ‘squadra B’ hanno spiccato il volo verso carriere da allenatore che sono già leggendarie. Stiamo parlando naturalmente di Pep Guardiola e di Zinedine Zidane, che dopo aver guidato Barcellona B e Real Madrid Castilla hanno vinto tutto con le prime squadre di blaugrana e blancos.

IL FATTORE ETA' - Il futuro ci dirà se Pirlo sarà in grado di emulare gesta e vittorie di Pep e Zizou, per ora ci limitiamo ad analizzare alcuni dati, che tracciano differenze e similitudini fra i tre. Innanzi tutto l’età: il campione del Mondo del 2006, classe 1979, arriva ad allenare la Juve B all’età di 41 anni, mentre il classe 1971 Guardiola iniziò ad allenare il Barça B nel 2007, a 36 anni, e Zidane (classe 1974) prese in mano il RM Castilla nel 2014, a 38 anni (dopo una stagione da vice di Ancelotti in prima squadra nel 2013-14). Pirlo quindi da questo punto di vista parte leggermente in ritardo rispetto agli altri due: 5 anni dopo Guardiola e 3 dopo Zidane. E chissà che questo non sia un effetto del calcio italiano, dove, a partire dagli esordi dei calciatori in prima squadra o in Nazionale, l’età si sposta sempre un po’ più in alto rispetto ad altri paesi.
COSA HANNO FATTO NEL FRATTEMPO? Un altro dato interessante è quello relativo al percorso fatto da Pirlo, Guardiola e Zidane dal momento in cui hanno smesso di giocare al giorno in cui hanno iniziato ad allenare. Pirlo, dopo l’addio alla Juventus nel 2015, ha giocato per tre stagioni non esaltanti nel New York City, per poi appendere gli scarpini al chiodo nel 2017. Da quel momento, come ha ammesso nella conferenza stampa di ieri, ha avuto “bisogno di staccare per un po’” dal mondo del calcio, per poi decidersi a studiare da allenatore, frequentando i corsi di Coverciano. Guardiola ha smesso di fare il calciatore nel 2006 (dopo il Barcellona, che ha lasciato nel 2001, ha giocato con Brescia, Roma, ancora Brescia, Al Ahly e Dorados) e dopo un anno è diventato subito allenatore della seconda squadra del Barcellona. Si è preso più tempo, invece, Zidane, che dopo l’amaro epilogo di una carriera fantastica (Berlino 2006) si è concesso sette anni di pausa in famiglia (ma sempre rimanendo a Madrid e legato alla galassia Real), prima di iniziare a fare l’allenatore

E ORA... - Tempistiche e dinamiche diverse, con due comuni denominatori: la classe e l’incapacità di stare lontano dal calcio (da parte del maniacale Guardiola più di tutti). Sta a Pirlo, ora, meritarsi con il lavoro (e la fortuna) una carriera come quella dei suoi due illustri colleghi.