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Trentadue. Juan Cuadrado spegne le candeline in un'atmosfera insolita rispetto a quelle a cui si è abituato in carriera. La realtà parla di un recente ritorno agli allenamenti e di una ripresa ancora da definire, mentre il passato aveva reso questi giorni finali di maggio una dolce abitudine. Abitudine a vincere, a festeggiare: dallo scudetto alla Coppa Italia, sette trofei totali alzati al cielo negli ultimi anni.

CERTEZZA - Merito, neanche a dirlo, della Juve. Quella Juve che l'estate scorsa ha rischiato di salutare, chiuso dalla concorrenza dei compagni. Dalla Cina erano pronti a coprirlo di milioni, ma Juan è stato chiaro da subito: voleva sentirsi ancora protagonista. No alle lusinghe d'Oriente, sì al nuovo progetto di Maurizio Sarri. Lui, fedelissimo di Max Allegri, ha conquistato anche il nuovo tecnico. Giorno dopo giorno, gara dopo gara, la duttilità di Juan ha fatto comodo anche al Comandante: da terzino a esterno alto, un ventaglio di opzioni che rendono Cuadrado un giocatore unico in rosa. 

IL FUTURO - A novembre, poi, ecco il rinnovo di contratto, un autografo utile a rimarcare il legame tra le parti fino al 2022. Un legame solido, come testimonia la quarantena trascorsa interamente in Italia, senza tornare in Sudamerica. Lo scorso anno, oltre a club cinesi, ci provarono alcune società inglesi. Alcune voci raccontavano di un possibile inserimento nella trattativa con l'Inter per Icardi, ma la realtà è ora cambiata, con l'argentino destinato a Parigi. Attenzione, però, a chiudere ogni porta: per la Juve non è incedibile, anzi può diventare un'utile pedina jolly in eventuali scambi. Sarà un mercato di inventiva e occasioni, ma Juan ha le idee chiare anche per quest'anno. Le stesse di un anno fa, quando le candeline erano trentuno.