167
Ci sono tutta una serie di situazioni che non lasciano indifferenti i dirigenti della Juve. Per esempio, nell'ottica di un processo mirato ad abbassare il monte ingaggi provando allo stesso tempo a migliorare la rosa, magari svecchiandola, quei calciatori recidivi nell'infortunarsi fino a risultare marginali o quasi assenti non possono che occupare i primi posti nella lista dei possibili partenti. A tale proposito, il profilo di Sami Khedira è uno di quelli maggiormente al centro della critica negli ultimi anni. Professore designato da Max Allegri prima e Maurizio Sarri poi, costretto a saltare quasi interamente le ultime due stagioni, zavorrato da un ingaggio da 6 milioni netti a stagione.
RISOLUZIONE – Così, in queste settimane sono ripresi quei discorsi che già una stagione fa erano ormai entrati nel vivo. Quelli che vedrebbero la Juve pronta a concedere la risoluzione del contratto al tedesco, risparmiando sull'ingaggio pur accettando di non incassare nulla per la cessione. La storia di Khedira e la Juve d'altronde è paragonabile a una partita a scacchi da ormai un paio d'anni. Nell'estate del 2018 il tedesco aveva ormai raggiunto un accordo col Psg, ma era anche stato bloccato da Allegri e la sua “fedeltà” era stata premiata con un ricco rinnovo, contratto da 6 milioni netti fino al 2021, quello ancora in vigore. Nel passaggio dall'era Allegri a quella Sarri, poi, la cessione sembrava inevitabile: la Juve anche grazie diversi intermediari aveva trovato in Turchia, Germania e Premier alcune offerte accettabili, puntualmente respinte dal tedesco, poi capace di stregare Sarri che chiese e ottenne dalla dirigenza di non andare fino in fondo con la risoluzione del contratto che pure era stata impostata. L'attuale stagione è già storia, i discorsi per la rescissione sono ripartiti, questa volta sembrano poter arrivare a conclusione entro tempi brevi.