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Corre, la Juve corre. In testa alla classifica, con due vittorie in due partite, sulle fasce, proprio come chiede Conte. La Juve vista a Siena, così come quella all'esordio contro il Parma, ha finalmente una sua idea di gioco, ha una sua identità. Dopo anni di dubbi, cambiamenti e incertezze. E' presto per parlare di scudetto, ma, in attesa di avversari più forti, sembra aver trovato la dimensione giusta per provare a dire la sua fino in fondo.

Merito del sacrificio e della disponibilità della squadra, del talento di Pirlo, dei gol degli attaccanti e del prezioso lavoro degli esterni. Ma proprio da qui potrebbero arrivare anche i problemi. Milos Krasic, acquistato un anno fa dal Cska Mosca per 15 milioni di euro, e Eljero Elia, il tanto desiderato esterno strappato all'Amburgo per 9 milioni più bonus, fanno parte del progetto, ma in questo momento partono in seconda fila. Anche a Siena Conte ha scelto Pepe, autore di un'ottima prestazione, e il nuovo arrivato Giaccherini, lasciando in panchina, la seconda consecutiva,  il serbo e l'olandese.
Squadra che vince non si cambia, ma per quanto Elia e Krasic accetteranno di non essere nell'undici titolare?

Particolarmente calda è la situazione del biondo esterno: Conte non lo vede e non lo considera indispensabile, ma l'investimento fatto dalla società lo "obbliga" a prenderlo in considerazione. Ma non a schierarlo titolare. Che ci sia attrito lo si è visto anche ieri, al momento dell'entrata in campo di Krasic (poi costretto a risedersi in panchina per l'infortunio di Matri), con il serbo che ha risposto con una smorfia di "presunta incomprensione" alle indicazioni del suo tecnico. Un problema da risolvere, prima che sia troppo tardi.