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La prima puntata della seconda avventura bianconera di Massimiliano Allegri è in programma a Udine, all’esordio in campionato, dove la Juventus vinse uno storico scudetto il 5 maggio 2002, con Lippi in panchina, Del Piero in campo e la triade Giraudo-Moggi e Bettega in tribuna. Allora la vittima fu l’Inter, sconfitta a sorpresa dalla Lazio a Roma, e chissà che questo non sia un primo segnale della riscossa bianconera visto che dopo nove anni si ripartirà con lo scudetto sulle maglie dell’Inter. Il tempo, come sempre, dirà se si è tratto soltanto di una breve parentesi. Intanto, ha già detto che ieri l’Allegri-bis è incominciato con Dybala, ma senza l’ultimo capocannoniere del campionato Ronaldo, ancora in vacanza dopo avere vinto lo stesso titolo, insieme con il ceco Schick, all’Europeo. E chissà che anche questo non sia un primo segnale del sorpasso dell’argentino nei confronti del portoghese, a livello di gerarchie in campo e fuori, per il presente e per il futuro.

In attesa di sapere come, e quanto, giocheranno insieme i due attaccanti, esiste soltanto una certezza: a Dybala sarà rinnovato il contratto in scadenza nel 2022 perché è lui il punto fermo della nuova Juventus di Allegri, mentre Ronaldo potrebbe ancora fare in tempo a salutare tutti prima del 31 agosto, ultimo giorno di mercato, se nel frattempo troverà un’altra squadra disposta ad accontentare le sue richieste e naturalmente anche quelle della Juventus. E’ difficile ma non impossibile, perché il portoghese ha capito di essere meno amato di prima all’interno dello spogliatoio. Tutti gli riconoscono una grande professionalità e la capacità di essere un valore aggiunto, ma al tempo stesso non apprezzano il suo egocentrismo che non aiuta i compagni e di riflesso la squadra nei momenti di difficoltà. E siccome non è un mistero che la Juventus era disposta a cederlo per ridurre le perdite del bilancio, il primo a capire che l’aria nei suoi confronti è cambiata è stato proprio Ronaldo che infatti non ha mai detto esplicitamente di voler rimanere alla Juventus, limitandosi a parlare genericamente del miglior futuro possibile per lui.
A questo punto, quindi, sarà determinante il ruolo di Allegri, che ancora una volta dovrà mostrare tutta la sua abilità a livello tattico e soprattutto psicologico per gestire l’ultimo anno bianconero di Ronaldo. Nei piani del tecnico, che condividiamo al cento per cento, Dybala è già al centro del cosiddetto progetto perché l’argentino, che due anni fa era stato considerato il miglior giocatore del campionato, è in grado di segnare e far segnare i compagni, tra l’altro con una voglia matta di riscattarsi dopo l’ultima stagione in cui per tanti motivi, non soltanto fisici, è rimasto nell’ombra. E guarda caso, senza i suoi guizzi, la Juventus ha rischiato di non arrivare nemmeno al quarto posto malgrado i gol del capocannoniere portoghese. Per tutti questi motivi, Dybala parte già davanti a Ronaldo nelle gerarchie tattiche di Allegri intenzionato a portare maggiore disciplina in campo e fuori, nell’interesse della squadra che viene sempre prima dei singoli.

Per fare un esempio, non ci meraviglieremmo se Ronaldo non avesse più la precedenza che si è sempre concessa da solo sui calci di punizione, vista la sua media non all’altezza di un capocannoniere. E siccome CR7 il 5 febbraio compirà 37 anni, non è nemmeno da escludere un suo utilizzo più ridotto rispetto al recente passato, magari puntando soprattutto sulla sua fame di gol in Europa, nella competizione che lo esalta di più, con la comune speranza, sua, di Allegri, e di tutti i tifosi juventini, di vincere finalmente la Champions. In fondo Ronaldo era stato acquistato proprio per questo, anche se adesso il primo obiettivo è di nuovo lo scudetto e per rivincerlo è stato richiamato Allegri, accolto con entusiasmo al primo giorno di raduno. Perché cinque scudetti consecutivi li ha vinti soltanto lui. Con e senza Ronaldo.