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Si dice che l'arbitro perfetto sia quello che non si fa notare. Ecco, Stephanie Frappart, se solo non avesse avuto gli occhi di tutto il mondo addosso, sarebbe riuscita a non farsi notare. Perché bravissima nella gestione del match. Vero, Juventus-Dinamo Kiev è stata quella che si può definire una partita semplice da arbitrare. Ma forse è rimasta tale proprio perché Frappart è stata brava a renderla semplice. Ammonendo quando c'era da ammonire, pure in fretta. Lasciando correre quando c'era da lasciar correre, soprattutto in area di rigore. Ed è giusto così, perché i rigori sono una cosa seria, soprattutto in Champions non si fischiano se si cade con troppa facilità. Alla fine tra i migliori in campo c'è anche lei, Stephanie Frappart.
LA GESTION - Tutto normale, quindi. Eppure eccezionale, perché il fischietto francese sta facendo la storia. È stata la prima donna ad arbitrare una partita di calcio maschile in Europa, già in quella Supercoppa tra Chelsea e Liverpool aveva dimostrato il suo valore. Ora la prima volta in Champions, altra barriera buttata giù, anzi scavalcata dalla minuta Stephanie. Sempre puntuale e sempre precisa anche in termini di posizionamento, minuta tra i giganti in campo, ma sempre sicura. Le proteste? Ci sono state, ma in quantità minore e modalità decisamente meno invadente rispetto al solito. Ha inciso nuovamente il fatto che la partita avesse un'importanza relativa ai fini del risultato. Forse pure un po' di inevitabile soggezione, perché nei confronti di una donna può sembrare più giusto e doveroso avere un garbo diverso rispetto a quei testa a testa rabbiosi ed eccessivi che spesso subiscono i colleghi di Stephanie. Chissà che non possa essere una soluzione, soprattutto ad alti livelli. Per dare l'esempio e far volare meno vaffa, qualche donna in più anche nel calcio maschile. Certo, Frappart è una fuoriclasse, per personalità e competenze, altrimenti non sarebbe arrivata dov'è in un contesto maschilista ancor prima che maschile. Ma il concetto stesso di prima volta dovrebbe dare il via anche a una seconda, una terza e così via.