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Quattro gol in mezzora o forse meno contro il Milan. Altri due incassati dall'Atalanta. E ora tre dal Sassuolo, nonostante alla fine Wojciech Szczesny sia stato il migliore in campo della Juve. Ora come ora, Maurizio Sarri ha molto su cui ragionare e poi lavorare. Perché se la rimonta subita a San Siro è stata forse troppo velocemente catalogata alla voce “blackout ingiudicabili”, poi i bianconeri hanno subito una lezione che poteva essere ancor più pesante contro l'Atalanta, arrivando infine a disputare a Reggio Emilia una partita che dopo i primi dodici minuti è stata altrettanto preoccupante. Con una fase difensiva che fa acqua da tutte le parti. E dire che così fan tutte, così succede a tutti, non serve e non aiuta a individuare i reali problemi della Juve. Che in questa fase ha dei problemi, nonostante il margine per lo scudetto sia ancora di sicurezza. Perché la Champions League incombe. 

CHIELLINI E DE LIGT – Ma se la fase difensiva è un problema di tutta la squadra, dalla sfida con il Sassuolo viene fuori una Juve che ha qualche preoccupazione supplementare anche sugli interpreti principali. È tornato Giorgio Chiellini, ed è già una grande cosa. Dopo una stagione all'insegna degli start and stop, l'ultima tabella di marcia prevedeva uno spezzone proprio con il Sassuolo: detto, fatto. Pure dal 1', ma strada facendo ecco che il solito polpaccio ha rischiato di trasformare l'ennesima partenza nell'ennesimo stop: poi Chiellini ha stretto i denti, è durato per tutto il primo tempo (50 minuti) e da domani potrà riprendere la propria tabella di marcia che ha nella Champions League l'obiettivo unico. Intanto una prima prova generale è arrivata, finalmente, perché al fianco di Matthjis de Ligt non aveva giocato nemmeno uno minuto ufficiale: rodaggio necessario, si è visto proprio contro il Sassuolo come questa coppia sia ancora tutta da costruire. E i brividi veri la Juve li ha provati quando l'olandesone si è fermato e rifermato per quella spalla capricciosa.
PERSONALITA' – Prove non servono invece a Leonardo Bonucci, che Chiellini lo conosce da una vita e che con De Ligt ormai ha consolidato un'intesa preziosa lungo tutta la stagione. Bocciato, ancora una volta, Daniele Rugani: “Serviva personalità”, ha detto Sarri spiegando la scelta di Chiellini dal primo minuto al suo posto in assenza di Bonucci. E anche in campo ha di nuovo deluso, come con il Milan. Di lui insomma Sarri non si fida o non si può più fidare. Ma per un motivo o per l'altro, non solo Chiellini ma anche Bonucci e De Ligt sono usurati, in riserva. E tra tre settimane c'è la Champions...