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A volte le vittorie danno alla testa. Il cuore batte forte e finisce per prendere decisioni al posto del cervello. Al Milan e all'Inter, dove i successi non sono certo mancati negli ultimi anni, ne sanno qualcosa. Rinnovi di contratto folli, cessioni mancate e immobilismo in entrata. Politiche che hanno portato alla situazione odierna, con le milanesi che rincorrono a fatica il mercato per ricostruirsi. Con pochi soldi e idee difficili da concretizzare.
 
La Juventus campione d'Italia ha già rinnovato (o lo sta facendo in questi giorni) il contratto a sei giocatori. Con date di scadenza lontane anni luce: Barzagli (31 anni) e Quagliarella (29 anni) sino al 2015; Bonucci (25 anni), Matri (28 anni) e De Ceglie (26 anni) sino al 2017; Buffon (34 anni) sino al 2016. 
 
Un premio per la vittoria dello scudetto? Forse sì. Ma soprattutto in alcuni di questi casi viene da strabuzzare gli occhi. Che bisogno c'era di dilatare, per esempio, il contratto di Matri sino al compimento dei 33 anni? Davvero Milan e Inter non hanno insegnato nulla? 
 
E la stessa storia della Juve, con i casi Amauri, Iaquinta e Grosso, non ha reso la dirigenza un po' più avveduta sul tema? Ma soprattutto, se tutti rinnovano per anni e anni, perché l'unico a essere liberato è un certo Alessandro Del Piero?