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In campo ha già avuto modo di debuttare, sabato contro il Cagliari. Poi il commovente saluto al pubblico del Psg di cui è stato per anni simbolo e leader. Ora però per Blaise Matuidi c'è solo la Juve. Questi i passaggi principali toccati dal centrocampista francese durante la conferenza stampa di presentazione presso la sala stampa dell'Allianz Stadium.

JUVE - "Ho giocato contro poco fa, ma sono molto felice di poter giocare in questa squadra. Enorme piacere lavorare con questi giocatori e questi dirigenti. Non ho mai avuto il minimo dubbio, sono molto felice di essere qui"

PSG - "Ogni squadra è diversa. La cosa più difficile ora è adattarsi, ma ho compagni che mi aiutano alla grande. Una volta trovata un'intesa anche fuori dal campo sarà più facile trovare quella anche in campo. Domenica ho provato una grande emozioni, ho giocato sei anni a Parigi e vengo da lì, è stata una grande sensazione ricevere quell'omaggio. Ma ripeto: è il passato, ora sono alla Juve e voglio solo aiutare la squadra a raggiungere grandi risultati".

UN ANNO FA - "Non voglio tornare sul passato, c'erano voci che mi volevano vicino alla Juve ma poi il Psg non ha voluto cedermi. Ed ora sono felici di essere qui, meglio tardi che mai".

DESCHAMPS - "Ho parlato con lui della Juve, era importante raccogliere nuove informazioni nonostante avessi già preso la mia decisione. E Deschamps mi ha parlato solo bene della Juve. Da tanti anni indosso il 14, un caso aver avuto la sua stessa maglia".

SERIE A - "Un campionato molto competitivo, ottime squadre. Molto sviluppato dal punto di vista tattico, qualità tecnico-tattica molto elevata. Ho avuto possibilità di migliorarmi grazie ad ottimi giocatori nella mia carriera, questo mi aiuterà molto nell'inserimento. Mi trovo in squadra molto ambiziosa, abituata a vincere, come me".

MODULO - "Per me è indifferente. Nella Francia ho abitudine di giocare a due, nelle squadre di club invece ho giocato a tre. Credo che le due posizioni vadano entrambe bene, chiaro che poi sarà l'allenatore a fare le sue scelte. Io sono un giocatore, cercherò di rispondere sempre presente a seconda di cosa mi verrà chiesto".

SCELTA - "Non sono deluso di lasciare ora il Psg, è stata una scelta e avevo grande volontà di indossare questa maglia. Perché è un onore, non tutti hanno questa possibilità. Cercherò di cogliere questa opportunità, darò il massimo sicuramente per dare il mio contributo e raggiungere gli obiettivi".

UNICO - "Allegri dice che sono unico in questa rosa? In una squadra ogni giocatore ha le sue caratteristiche da dare ai compagni, anche io ho qualità e punti deboli. Spetterà a me migliorarmi, anche a trent'anni c'è la possibilità di farlo. Cercherò di recepire le richieste nel migliore dei modi, affinché la squadra possa diventare più forte".

TRADIZIONE FRANCESE - "Enorme orgoglio proseguire questa tradizione, se si guarda i giocatori francesi che hanno indossato la maglia della Juve si vede che sono tutti dei grandissimi. Forse non è un caso che abbiano dato il meglio della loro carriera proprio in questa squadra, sono particolarmente orgoglioso di fare parte di questa schiera di giocatori francesi che hanno lasciato il segno".

CHAMPIONS - "Tutti sognano di vincerla, ma non si costruisce da un giorno all'altro. Noi facciamo parte di quelle squadre che puntano a vincerla, ma il campionato è molto importante, è come se fosse il nostro pane quotidiano ed è da lì che si diventa competitivi per la Champions. Vincerla è difficile, sono in un club che l'ha già fatto in passato e vorrebbe vincerla ancora, ma è chiaro che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Già arrivare in finale due volte in tre anni dimostra che c'è un lavoro enorme alle spalle".

ITALIA - "L'accoglienza che ho avuto è stata di persone molto aperte che accettano gli altri, spero che la mia famiglia si ambienti molto presto e la prima settimana è stata ottima. Nel Psg c'erano tanti italiani, mi hanno parlato molto bene di questo Paese. Ma poi è il campo che darà le risposte che servono, dipenderà da me e da quello che riuscirò a dare ad una squadra che ha già vinto tanto".

DANI ALVES - "Io ho trovato un club molto organizzato, non c'è una sola cosa che non vada bene. Sono felice di fare parte di questa famiglia, Dani Alves onestamente a me ha parlato solo bene di questo club".

ESPERIENZA - "Non penso che aver lasciato la Francia solo a trent'anni sia un problema, meglio tardi che mai. Evidentemente fa parte del mio destino, non credo che questi mi possa causare dei problemi e spero di adattarmi molto velocemente. Cercherò di imparare la lingua in fretta, è molto importante poter comunicare bene".