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Per capire l'importanza di Juventus-Malmoe è stato necessario attendere la fine. Quando a migliaia di chiolometri di distanza il gol di Ozdoev beffava il Chelsea fissando il 3-3 a San Pietroburgo. Se ne sono accorti i tifosi ancor prima dei calciatori bianconeri, durante il tradizionale saluto alla curva è partito il boato, quindi gli abbracci e l'esultanza per l'1-0 hanno assunto tutt'altro significato: la Juve è prima nel girone, si ritrova nell'urna più appetibile nonostante lo storico tonfo di Stamford Bridge, fa fruttare al massimo una partita vissuta quasi (quasi) come se fosse un'amichevole. Tante volte in stagione in casa Juve si è parlato di possibile svolta: niente a che fare con l'impatto emotivo che potrebbe avere questo piazzamento. Il primo posto nel girone vale tanto, tantissimo. Soprattutto considerando un avvio di stagione così tormentato dentro e fuori dal campo. L'esultanza liberatoria quando ormai nessuno ci credeva più, rappresenta la fotografia più nitida di tutto questo.

IN CAMPO. La narrazione, quella più interessante, comincia quindi quando la partita dell'Allianz Stadium è finita. Però qualcosa da annotare c'è anche a proposito di quanto visto sul campo, con Max Allegri che ha sperimentato e pure molto contro il Malmoe. Promosso Koni De Winter, piace tanto anche all'Ajax, può diventare un'opzione per il resto della stagione nonostante il rientro di Mattia De Sciglio. Bocciata l'idea di invertire Adrien Rabiot e Rodrigo Bentancur: entrambi spaesati nella posizione naturale del compagno all'interno del 4-2-3-1 spurio proposto nel primo tempo, meglio ma comunque non entusiasmanti da mezzali nel 4-3-1-2 della ripresa. Promosso, di nuovo Federico Bernardeschi ma meglio (molto) da esterno che non da trequartista dietro le punte. Rimandato Moise Kean, autore del gol partita e quindi del gol primo posto, ma anche protagonista di una prestazione ricca di errori negli ultimi venti metri. Rimandato Arthur, o per meglio dire da rivedere: il brasiliano era finito nel dimenticatoio, ma in certi momenti la sua abilità di palleggio può davvero fare comodo. Promosso almeno in Europa infine Allegri, arrivare primo nel girone del Chelsea campione d'Europa era tutto fuorché scontato.

LA PARTITA. Monologo juventino, come pronosticabile e pure auspicabile. Un'occasione, due, tre... un pizzico di convinzione in più e il gol sarebbe arrivato subito, anche se la Juve ha dovuto attendere solo 18 minuti prima di esultare: trivela da applausi di Bernardeschi, Kean anticipa tutti col terzo tempo vincente. E sull'1-0 inizia tutta un'altra partita, basta poca Juve per dominare sul Malmoe, ma manca sempre il colpo del ko: alla fine del primo tempo è Arthur ad avere l'occasione più ghiotta, nella ripresa è sempre Kean a fallire la palla che avrebbe permesso di archiviare la pratica con più serenità e la fallisce almeno altre quattro volte (alcune clamorose). Però basta e avanza quel suo colpo di testa. Sembrava una vittoria qualsiasi, di transizione, ottenuta da una Juve estemporanea contro un avversario modesto. Invece può essere la notte della svolta.



IL TABELLINO


Juventus-Malmoe 1-0
Marcatore:
pt 18' Kean.
Assist: pt 18' Bernardeschi.
Juventus (4-4-2): Perin; De Winter (27' st De Sciglio), Bonucci, Rugani, Alex Sandro; Bernardeschi (36' st Cuadrado), Rabiot, Arthur, Bentancur (45' st Miretti); Dybala (1' st Morata), Kean (45' st Da Graca). A disp. Szczesny, Pinsoglio, Chiellini, De Ligt, Locatelli. All. Allegri.
Malmoe (4-4-2): Diawara; Moisander, Ahmedhodzic, Nielsen, Olsson; Berget, Christiansen, Innocent (45' st Nalic), Rakip (30' pt Pena); Birmancevic, Colak (33' st Abubakari). A disp. Ellborg, Dahlin, Larsson, Gwargis, Brorsson, Nanasi. All. Tomasson.
Arbitro: Peljito (Bosnia).
Ammoniti: st 4' Colak (M), 24' Innocent (M), 36' Pena (M).