Commenta per primo

 Il direttore generale della Juventus, Beppe Marotta ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport dopo la sconfitta contro il Milan.

Neanche una palla gol in 90 minuti: cosa ne pensa?
"È un’analisi giusta anche se direi che il Milan ha creato il gol nel secondo tempo e forse due azioni pericolose nel primo. È stata una partita abbastanza brutta, secondo me, dove la grande differenza non si è notata, anche se il Milan è sicuramente più forte di noi. I nostri giocatori hanno dato molto di più sul piano dell’intensità; sul piano del gioco abbiamo avuto difficoltà. Il Milan ne ha approfittato, essendo una squadra più tecnica. È chiaro che questo è un momentaccio che porta con sé, quando le cose non girano bene, un’ansia che può degenerare in paura e quando c’è paura la palla scotta tra i piedi e si assiste a errori grossolani".

Ha visto una squadra che può giustificare la conferma di  Del Neri?
"La società deve fare un’analisi obiettiva, oggettiva, con grande razionalità e capire se l’allenatore è colpevole di questa situazione. L’abbiamo detto prima della partita e lo confermiamo: eventuali responsabilità devono essere sempre divise tra tutti, società allenatore e giocatori. Andremo avanti con questa soluzione. Il problema maggiore è cercare di ridare soprattutto tranquillità al gruppo giocatori. Speriamo di poter recuperare giocatori importanti, ma questa non deve essere una scusante".

Si aspettava di più da certi giocatori?
"I nostri giocatori, soprattutto diversi nuovi, non hanno sulle spalle la carriera che magari tanti giocatori del Milan hanno. Il fatto di indossare una maglia pesante come quella della Juve ti porta a dover gestire grandi responsabilità. Sicuramente a questo punto di vista devono migliorare quelli che ci sono. Noi andremo lavorare nel prossimo mercato cercando di prendere giocatori di qualità, che abbiano esperienza a livello internazionale. Sapevamo che questo sarebbe stato un anno di difficoltà, anche se, onestamente, non immaginavamo di incappare in un filone negativo come questo, però questo è il calcio, bisogna saper reagire".