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Il dg verso la sfida con la Samp: "Avrò il cuore a mille. Presi la squadra quasi in C e l'ho lasciata in Champions League".
Marotta: "Ai tifosi chiedo pazienza dopo tanti cambi".
Arriva la Sampdoria, ma «nostalgia canaglia» di Al Bano e Romina non sarà la colonna sonora di Beppe Marotta. La prima volta da ex la vivrà a modo suo, senza farsi prendere dai rimpianti. «Sarò emozionato - ammette il nuovo direttore generale bianconero - perché a Genova ho vissuto otto anni indimenticabili. Quando sono arrivato la società era vicina alla serie C e quando sono andato via aveva conquistato la qualificazione alla Champions. Non è la prima volta che sfido una mia vecchia squadra, ma qui c'è una pagina ricca di ricordi e di emozioni: vivrò la partita con il cuore a mille».

Il divorzio dal presidente è stato un po' doloroso (non è un caso che non siano arrivati giocatori blucerchiati alla Juve in estate), ma l'uomo del miracolo sampdoriano non vuole fare polemiche e soprattutto ci tiene a ribadire il proprio affetto. «Se è stato bello ed emozionante - spiega Marotta - devo dire grazie a Garrone, alla sua famiglia, alla grande professionalità del club e all'amore della piazza».

Il tuffo al cuore domenica all'Olimpico lo faranno anche Fabio Paratici (braccio destro di Marotta dal 2004) e il tecnico Del Neri (la scorsa stagione per lui è indimenticabile), anche se il romanticismo dovrà essere accantonato: la Juve deve portare a casa i primi punti in campionato. Ieri, a Vinovo la squadra è tornata ad allenarsi quasi al completo, contando anche sull'ultimo volto nuovo: Armand Traorè, presentato con Rinaudo, e pronto ad indossare il numero 17 lasciato libero da Trezeguet. «Non sapevo fosse il suo numero - dice il 21enne terzino francese - e sono felice di poter crescere alla Juve: ho avuto qualche problema ai tendini, ma adesso sono a disposizione».

La tolleranza nell'aspettarlo sarà doverosa come quella di vedere il decollo della squadra. «Ai tifosi chiediamo pazienza - rilancia Marotta - è cambiato il 50% della squadra, c'è stato grande rinnovamento e ci vorrà tempo per assimilare la strategia tattica. La società, però, è forte e con Andrea Agnelli si è rafforzato il senso di appartenenza. Siamo soddisfatti del mercato, abbiamo centrato gli obiettivi: l'uso frequente della formula del prestito con diritto di riscatto è stata utile per rispettare il bilancio e allestire una squadra competitiva».