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Previsione ribaltata, almeno fin qui. Quando il 31 agosto il mercato della Juventus si è chiuso senza un “botto” in attacco il pensiero comune suonava più o meno così:“Squadra discreta, ma il problema del gol non è stato risolto». Un mese e sette partite dopo (5 di campionato e due di Europa League) Del Neri, casomai, si trova con il problema opposto. La fase difensiva è un cantiere aperto, mentre di occasioni e gol non si può certo lamentare l’uomo di Aquileia. La Juventus (insieme al Napoli) è la squadra che ha segnato di più: 12 gol in sei giornate di campionato. Viaggia alla media di due gol a partita. Quello che più conforta il tecnico juventino è la varietà. I bianconeri non dipendono da un singolo giocatore ( Eto’o o Ibrahimovic per esempio...) e soprattutto è una macchina capace di arrivare alla rete in tanti modi differenti.

FASCE-CROSS-GOL - Del Neri è stato di parola. Aveva preteso quattro esterni ( Pepe, Krasic, Martinez e Lanzafame) per sviluppare il suo gioco sulle fasce. L’arma si è rivelata letale, soprattutto con l’innesto negli ingranaggi della furia serba. Krasic (cross dalla destra) ha innescato il 2-1 di Bonucci contro la Sampdoria. Sette giorni dopo, a Udine, ha allargato il suo repertorio: prima un traversone basso per il taccogol di Quagliarella, poi una palla morbida per l’eurogol di Marchisio. Grazie a un cross, stavolta di Motta, è arrivata anche la rete della consolazione di Iaquinta contro il Palermo. Krasic ha dimostrato però di saper anche segnare: contro il Cagliari è arrivata la prima tripletta italiana. Uno dei centri ha il solito stampino: traversone di Pepe (dalla sinistra) e incursione vincente dell’ex esterno del Cska Mosca. Prima di entrare nel vortice della sfortuna Amauri (Shamrock e Graz) aveva dimostrato di gradire il ritorno al gioco sulle fasce. Il brasiliano-italiano sulle palle alte ha pochi rivali. Anche per questo Del Neri è convinto di non aver ancora sfruttato tutto il suo potenziale offensivo.

PALLE INATTIVE - Su queste Del Neri e il suo staff, in particolare il vice Francesco Conti, lavorano molto. L’obiettivo è sfruttare la fisicità della rosa, in particolare quella dei centrali difensivi. Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci al fisico uniscono un certo fiuto. Fin qui sono stati determinanti. La coppia azzurra ha messo a segno 5 gol. L’ex barese si sta rivelando uno specialista delle mischie e del caos in area nelle situazioni di palla inattiva: ha trovato la zampata giusta contro l’Udinese, col Cagliari si è ripetuto. A Graz, invece, ha sbloccato l’incontro con un’incornata da vero bomber. Chiellini ha concentrato tutto nell’inaspettata serata contro il Lech Poznan. La rimonta è partita dalla doppietta del centrale, abile a sfruttare il piede dolce (punizione e calcio d’angolo) di Alessandro Del Piero.

COLPO DI CLASSE - Già, Del Piero. Il capitano non si è limitato ai soli assist. In campionato è alla ricerca del primo centro, fin qui la “linguaccia” si è vista solo in Europa. Magia su punizione da 35 metri con lo Shamrock Rovers, a Modena; “gol alla Del Piero” prima allo Sturm Graz e poi al Lech Poznan. Geniali pure i colpi di Quagliarella (colpo di tacco) e Marchisio (tiro al volo in corsa) contro l’Udinese e di Iaquinta (conclusione da distanza improponibile) al City di Mancini.

INSERIMENTI - Marchisio è maestro nell’inserisi in area con i tempi giusti. Ricordate l’1-1 con la Sampdoria? Sponda di testa di Krasic e incursione vincente del centrocampista azzurro. Un’azione perfetta, provata e riprovata in allenamento. E’ un arma sulla quale Del Neri punta per sfondare quando le fasce sono intasate.

TIRO DA FUORI - E’ nelle corde di Iaquinta, come si è visto a Udine e Manchester, Del Piero (qui i casi sono troppi) e Quagliarella. Ma anche a centrocampo i tiratori sono di ottimo livello: Krasic ha mostrato una buona mira nel terzo dei tre gol al Cagliari. E nel conto di Del Neri mancano ancora i gol di Felipe Melo e Alberto Aquilani.