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“Perdi 2-0, non fare il fenomeno”. Forse è partito tutto da questa frase, pronunciata da Szczesny nei confronti di Ante Rebic quel 7 luglio 2020, quando il Milan, ormai senza ambizioni, perdeva 2-0 a Torino con la Juve, prima di ribaltare la partita e centrare la sua prima vittoria di sempre allo Stadium. Quella provocazione ha acceso qualcosa nell’attaccante croato che, prima ha procurato il rigore che Ibra ha trasformato nel 2-1, poi ha messo a sedere Rugani, facendo in qualche modo arrivare il pallone a Leao, che poi è andato a segnare il 2-3, e infine ha chiuso i conti con un perentorio destro da centro-area, imparabile per uno Szczesny incredulo. Incredulo lo sarà, il portiere polacco, anche qualche mese dopo, il 9 maggio 2021, sempre allo Stadium di Torino, quando potrà solo ammirare il destro a giro di Rebic che si infilerà sotto il sette, a togliere le proverbiali ragnatele, e aggiornare il punteggio sul momentaneo 0-2 (finirà 0-3 dopo lo stacco di Tomori).

CON E SENZA REBIC - Negli ultimi anni non c’era quasi mai stata storia fra Juve e Milan, soprattutto nel fortino dei bianconeri, ma da quel 7 luglio 2020 è cambiato tutto, soprattutto, allo Stadium. Le ultime due a San Siro, infatti le ha vinte ancora la Juve. Nel novembre 2019 Rebic era in panchina, entrò nella ripresa senza combinare nulla di che, ma erano un altro Milan (ancora nella confusionaria epoca pre-Ibra) e un altro Rebic, lontano da quello esploso nel gennaio di quella stagione. Nel gennaio 2021, invece, Ante non c’era proprio e assieme a lui tanti altri suo compagni. Quando, però, si gioca a Torino, da quando c’è Rebic, e più precisamente dopo quel battibecco con Szczesny, è tutta un’altra storia.
MAI COSÍ BENE A INIZIO STAGIONE - C’è un Juve-Milan senza Rebic e un Juve-Milan con Rebic. Domani Ibra non ci sarà e nelle ultime ore ha dato forfait anche Giroud, il suo più che vice. L’attacco rossonero sarà tutto sulle spalle del croato, con l’ausilio di Leao e magari di Pellegri nella ripresa. Non è la prima volta quest’anno (vedi Liverpool e Lazio) e Rebic se l’è sempre cavata alla grandissima. Contro i biancocelesti ha giocato un partitone, tre giorni dopo, ad Anfield, ha segnato il primo gol del nuovo Milan in Champions ed è stato uno dei migliori in campo. Di solito le sue stagioni partono in sordina, per accendersi nel girone di ritorno. In questa, però, è partito subito fortissimo, con un solo gol, ma tante giocate belle e preziose.

LA SUA PARTITA - Domani il Milan cercherà il 3 su 3 allo Stadium, dopo i precedenti 2-4 e 0-3, ma soprattutto i rossoneri hanno l’opportunità di affondare una delle principali rivali per le primissime posizioni. Al centro dell’attacco ci sarà ancora Rebic, che quando sente l’aria dello Stadium (e la voce di Szczesny) si esalta. Giocherà da centravanti atipico, senza dare riferimenti, una situazione che la difesa della Juve, con i suoi meccanismi ancora poco oliati, potrebbe soffrire. Pioli lo sa e sa anche che mai come oggi può fare affidamento su un Ante Rebic in formissima. In assenza dell’11 e del 9 toccherà a proprio a lui, che negli ultimi due anni ha cambiato la storia di questa partita ed è pronto a stupire ancora.