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Non sarà una partita come le altre quella tra Juventus e Milan, che si giocano la Champions League in novanta minuti. Non sarà una notte come le altre per Gianluigi Donnarumma, osservato speciale come (se non di più) le stelle Ronaldo e Ibrahimovic: perché dai suoi guantoni passano le ambizioni europee e il suo stesso futuro. I riflettori sono inevitabilmente puntati su di lui per la sua situazione contrattuale e un rinnovo che non decolla, con i bianconeri che sono i primi indiziati per assicurarsi il classe '99 in caso di cambio d'aria, ma la vicenda Gigio ha confini più ampi e al suo interno raccoglie più storie rispetto alla sola trattativa con il Diavolo.

DIALOGO E SILENZIO - Cresce l'attesa anche per vedere quale sarà la reazione dopo l'incontro avuto da Donnarumma con gli ultrà milanisti fuori da Milanello prima dell'ultima sfida di campionato con il Benevento: un confronto acceso, nel quale i tifosi avevano chiesto di non giocare contro la Juve senza aver prima firmato il rinnovo, portando anche Gigio a delle lacrime di stress emotivo e tensione per una promessa che, per ovvi motivi, non poteva fare. "E' motivato, come tutti" ha assicurato Pioli alla vigilia della Juve. Fare quadrato attorno al proprio giocatore è stato il logico e conseguente accorgimento avuto dal Milan e non a caso Paolo Maldini è intervenuto in prima persona per ribaltare i contorni della situazione, opponendo al dialogo il 'silenzio': "Da questo momento ogni singola trattativa per i rinnovi viene congelata fino alla fine della stagione per permettere alla squadra di concentrarsi unicamente sul campionato". Troppo importante la posta in palio, troppa la pressione per questioni esterne al campo messa sulle spalle del ragazzo. Troppi, anche, i nodi di una trattativa che non ha dato nel corso delle ultime settimane segnali di sblocco, nonostante Donnarumma in realtà nell'incontro con i tifosi si fosse lasciato andare a una frase decisa: "Voglio rimanere qui. Deciderò solo io il mio futuro".
OFFERTE E INCOGNITA CHAMPIONS - Una dichiarazione importante, eppure nulla si è mosso con il Milan che si è visto respingere le prime due proposte (rispettivamente 6 milioni di euro +1 di bonus netti a stagione per cinque anni e 7 milioni +1 di bonus sempre per un quinquennale) e non ha avuto risposta per il terzo tentativo (7+1 per due anni), decidendo di bloccare nel mentre Mike Maignan del Lille come eventuale sostituto. Cifre importanti, ancor di più quelle che potrebbe mettere sul piatto la Juve per assicurarsi quello che è identificato urbi et orbi come l'erede naturale di Buffon e destinato a guidare i pali della Nazionale per i prossimi 15 anni. Neanche per i bianconeri, tuttavia, è tutto in discesa: anche dalle parti della Continassa si devono tirare le somme e fare i conti con il bilancio, senza dimenticare un Szczesny che senza cessione occupa i pali e uno spazio salariale già importante, 7 milioni a stagione che sarebbero abbondantemente troppi per un secondo portiere. E poi l'incognita più importante, la Champions, quella che Gigio non ha ancora avuto modo di saggiare in prima persona e che diventa una discriminante decisiva per scegliere il futuro. Quella che Juve e Milan si giocano in novanta minuti, tra il caos Superlega e introiti che farebbero la differenza non solo per il futuro di tanti, da Pirlo e Ronaldo fino ad arrivare a Donnarumma. Che stasera scende in campo allo Stadium, con gli occhi di tutti addosso: perché comunque vada, questa sarà la sua notte, una notte che può decidere il futuro suo e delle due squadre che se lo contendono.