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Per mesi abbiamo atteso che Juve-Napoli si giocasse e quando quasi ci eravamo, dopo mille polemiche e processi, ci hanno detto che non è vero niente, nemmeno stavolta: abbiamo scherzato, ci vediamo in campo il 7 aprile e non mercoledì, come previsto e annunciato. Il motivo? Le due società hanno chiesto che la gara - in calendario il 4 ottobre, attenzione - venisse ulteriormente posticipata e il presidente della Lega, Dal Pino, ha dato l’assenso. O forse ha soltanto obbedito.

La decisione può apparire banale, in realtà è scandalosa. Il nuovo posticipo lascia la classifica zoppa, per di più nelle posizioni di vertice, e questo condiziona il percorso non solo di Juve e Napoli ma anche di tutte le loro concorrenti, che ovviamente fanno la corsa su bianconeri e azzurri per centrare i rispettivi obiettivi. Continuando a spostare in avanti la partita, Juve e Napoli hanno maggiori possibilità di sapere cosa devono chiedere al confronto diretto: servono assolutamente tre punti oppure può bastare un pareggio? E le altre - Inter, Milan, Roma, Atalanta, Lazio - hanno sempre l’incognita di non conoscere quale sia la reale classifica delle squadre di Pirlo e Gattuso.

Se il rinvio di una partita è determinato da motivi incontrovertibili - ad esempio l’attesa dell’ultimo grado di giustizia sportiva, oppure la mancanza di date utili a causa delle coppe - allora non si può fare a meno che accettarlo. Ma la gara va recuperata alla prima opportunità offerta dal calendario, altrimenti il campionato diventa irregolare, ancora di più di quanto non lo è già. Invece Dal Pino finisce preda degli interessi della Juve e del Napoli (che già aveva chiesto lo spostamento): una vergogna.
Ultima riflessione. Viviamo nell’era del Covid, le partite possono davvero essere rinviate ogni settimana per causa di forza maggiore (e che forza, accidenti). Com’è possibile che qualcuno abbia il coraggio di prendere una decisione del genere? E le avversarie non dicono niente?

@steagresti